Agcom analizza la pubblicità online, sotto la lente i big del web

I big del web si mangiano la fetta più grossa della pubblicità online, ma è ancora difficile dire con esattezza quanto guadagnano e se su questo mercato si comportano in maniera corretta sia da un punto di vista della concorrenza che del pluralismo. Per questo l'Agcom, con una mossa che è un primo passo per muoversi con eventuali regole e rimedi nei confronti dei cosiddetti 'over the top', Google e Facebook in testa, ha aperto un'analisi di mercato sulla pubblicità online che durerà sei mesi a partire da settembre.


La legge, ricorda infatti l'Agcom, impone all'Autorità di individuare i ricavi "da pubblicità online e sulle diverse piattaforme anche in forma diretta, incluse le risorse raccolte da motori di ricerca, da piattaforme sociali e di condivisione" tra quelli da considerare ai fini della valorizzazione del Sistema Integrato delle Comunicazioni (SIC), nonché nell'ambito delle analisi sulle posizioni dominanti nei singoli mercati rilevanti che lo compongono, come può configurarsi appunto quello della pubblicità online.

La decisione dell'Agcom arriva a valle di un lungo percorso di analisi e approfondimenti sul tema dei Big Data svolto insieme ad altri organismi, in particolare l'indagine conoscitiva e la pubblicazione delle "Linee guida e Raccomandazioni di Policy", redatte con l'Antitrust e con il Garante della Privacy. Da questo lavoro, pubblicato appena 15 giorni fa, era emersa la necessità di promuovere undici specifiche azioni a tutela della concorrenza e dei consumatori, tra cui l'invito a Governo e Parlamento a interrogarsi sulla necessita' di promuovere un appropriato quadro normativo che affronti la questione della piena ed effettiva trasparenza nell'uso delle informazioni personali.

L'analisi di mercato che partirà a settembre, dunque, sarà fondamentale per capire come impattano su questo nuovo e florido mercato i fatturati delle grandi piattaforme, in passato restie a comunicare i loro bilanci all'Agcom tanto che c'è voluto un pronunciamento del tribunale perché consegnassero i bilanci, e per vedere se dispongono di un'influenza dominante in grado di condizionare le regole del gioco: solo partendo dai dati, infatti, sarà eventualmente possibile adottare specifiche misure a tutela degli utenti e dei, seppur piccoli, concorrenti. Misure che potrebbero per esempio riguardare le modalità con cui i messaggi pubblicitari vengono raccolti e organizzati sulle piattaforme.

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