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Adrian Cheng lancia #LoveWithoutBorders e dona 1,5 milioni di mascherine in Europa

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
25 mar 2020
Tempo di lettura
3 minuti
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Adrian Cheng ha lanciato una nuova campagna: #LoveWithoutBorders, attraverso la quale donerà 1,5 milioni di mascherine chirurgiche a Francia, Italia e Regno Unito.

Il K11 Musea, di proprietà della famiglia di Adrian Cheng, si trova nel quartiere Victoria Dockside di Hong Kong, ed è una destinazione all'avanguardia per l'arte e la vendita al dettaglio. - Foto: Shutterstock


L'imprenditore di Hong Kong sta inoltre installando linee di produzione locali nella sua regione natale per produrre nuove mascherine tecnologiche “NanoDiamonds” destinate alla distribuzione globale.
 
A partire da gennaio, Cheng ha donato oltre 50 milioni di Renminbi (6,5 milioni di euro) e tre milioni di mascherine chirurgiche nella Grande Cina. Ora ha in programma di rendere globale il suo progetto #LoveWithoutBorders.

“Abbiamo chiamato il progetto #LoveWithoutBorders per significare che tutto dovrebbe riguardare il benessere globale, non solo regionale. Stiamo cercando di aiutare coloro che si trovano in una situazione di bisogno nel mondo”, ha dichiarato Cheng a FashionNetwork.com in un’intervista esclusiva.
 
Cheng è l'erede del gigantesco impero della sua famiglia, che comprende Chow Tai Fook, la più grande catena di boutique di gioielli al mondo e New World Development. Il gruppo genera una capitalizzazione di mercato di quasi 20 miliardi di euro. Controlla anche K11 Musea, l'enorme centro retail di arte, design e moda che ha aperto al Victoria Dockside di Hong Kong lo scorso anno.
 
La prossima mossa di questo imprenditore culturale è quella di utilizzare la tecnologia “NanoDiamonds” per trasferire un processo di rivestimento antibatterico che consiste nell'applicare gioielli preziosi al materiale non tessuto delle maschere chirurgiche, in tal modo bloccando e inibendo batteri e virus.
 
“Vogliamo sviluppare una nuova generazione di mascherine antivirali. Stiamo collaborando con un'azienda di nanotecnologie con cui abbiamo già lavorato, la quale utilizzerà un rivestimento usato per i diamanti da applicare sulle maschere, che può quindi sopprimere i microbi. Verrà applicato alle mascherine in tessuto non tessuto (TNT) in modo che rimangano traspiranti e resistenti all'acqua e possano anche essere riutilizzate due o tre volte. Ancora più importante: il rivestimento sembra essere in grado di uccidere la maggior parte del virus”, ha spiegato Cheng.
 
Master Dynamic, una delle principali aziende di nanotecnologia al mondo sta collaborando con Cheng, che spera di avere disponibili le prime maschere nanotecnologiche entro la fine dell'estate.

Il CEO di New World Development, Adrian Cheng, (a destra) mentre ascolta il Dr. Tom Kong, CEO di Master Dynamic, sulle caratteristiche della tecnologia "NanoDiamonds".


Il suo gruppo ha già due linee di produzione che realizzano maschere chirurgiche di livello medico, ma Cheng intende raddoppiarne la produzione in aprile. Entro giugno, il gruppo prevede che la produzione mensile raggiungerà 5,5 milioni di maschere per adulti e 1,7 milioni di maschere per bambini. Le prime nano-maschere saranno disponibili alla fine dell'estate.
 
Il gruppo di Cheng sta lavorando con le ambasciate britanniche, francesi e italiane per organizzare la consegna di 1,5 milioni di mascherine in Europa, direttamente agli ospedali o alle ONG.
 
Hong Kong è stata colpita dal coronavirus meno duramente di molte altre zone. Al 24 marzo, ci sono stati solo 357 casi di Covid-19, secondo il sito web AAMediLink. La città ha chiuso tutte le scuole fino al 20 aprile, così come tutti i parchi cittadini e la sua Disneyland locale; mentre i collegamenti ferroviari ad alta velocità con la terraferma sono stati sospesi. Tuttavia, non ha introdotto un blocco di tutte le attività sociali così intenso come in alcuni Paesi dell'Europa occidentale –– sebbene a tutti i visitatori di Hong Kong sia ora richiesto un periodo di quarantena obbligatorio di 15 giorni.
 
In questo contesto, K11 Musea è rimasto aperto, anche se molti dei suoi negozi al dettaglio sono chiusi. 
 
“K11 funzionava molto bene da quando è stato inaugurato. Ma, ovviamente, dal mese scorso, molte boutique hanno chiuso. Tuttavia, si tratta di un complesso che non riguarda solo lo shopping, ma anche l'incubazione di artisti e il design, quindi c'è stato ancora un ottimo traffico di persone. Il nostro blocco è simile a quello francese o italiano, ma il K11 Musea è ancora aperto per eventi en plein air e [è adatto] persino per la limitazione dei contatti sociali. Dato che siamo molto vicini al mare, le persone vengono a godersi la brezza dell'oceano. Naturalmente non siamo incoraggiati ad uscire, ma non esiste una vera regola che dice che non si possa, quindi alcune persone stanno ancora uscendo a cena fuori o fanno shopping”, ha spiegato Cheng.

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