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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
10 nov 2021
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Adidas: un trimestre solido, nonostante i problemi di approvvigionamento

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
10 nov 2021

Il produttore tedesco di articoli sportivi Adidas, in buona forma nel terzo trimestre, ha abbassato mercoledì le sue previsioni di margine lordo annuo a causa di costi significativi legati alle problematiche nella catena di approvvigionamento, che lo paralizzeranno fino alla primavera del 2022.

Adidas ha collaborato con Jeremy Scott - Adidas


A causa dei costi di trasporto aggiuntivi che ha dovuto sostenere, sullo sfondo della carenza di container nei porti, in particolare in Cina, il margine lordo della società dovrebbe raggiungere nel corso dell'anno una forchetta compresa tra il 50,5 e il 51%, contro il 52% precedentemente stimato, ha spiegato Adidas.
 
Questi costi supplementari, pari a 50 milioni di euro tra luglio e settembre, dovrebbero raggiungere i 200 milioni di euro nel corso dell'anno, ha spiegato il direttore finanziario Harm Ohlmeyer durante una conference call.

Nel terzo trimestre, l'utile netto di Adidas (escludendo l'impatto positivo della cessione della controllata Reebok) è sceso del 10%, a 479 milioni di euro (506 milioni di franchi svizzeri). Ma l'obiettivo annuale compreso tra 1,4 e 1,5 miliardi di euro è stato mantenuto, seppur puntando alla fascia più bassa della forchetta.
 
In agosto, il produttore di articoli sportivi aveva infatti annunciato di aver raggiunto un accordo per vendere la sua controllata Reebok, da anni in difficoltà, per 2,1 miliardi di euro, all’azienda americana Authentic Brands Group (ABG).
 
Per effetto della rivalutazione in bilancio dei diritti legati al marchio, Adidas può registrare a fine settembre un'eccezionale plusvalenza netta di 402 milioni di euro, portando la quota dei ricavi di competenza del gruppo nell'ultimo trimestre a 960 milioni di euro.
 
Anche il difficile contesto di mercato in Cina, le conseguenze dei lockdown legati al Covid-19 nella regione Asia-Pacifico, che hanno obbligato alla chiusura delle fabbriche in Vietnam per diverse settimane, e le interruzioni globali della catena di approvvigionamento, hanno fatto scendere le vendite di Adidas nel trimestre per circa 600 milioni di euro, stima il gruppo.
 
Lo stesso mancato guadagno è previsto nell'ultimo trimestre, a cui si aggiungono 400 milioni già previsti per il primo trimestre del 2022, prima che la situazione torni alla normalità, secondo Harm Ohlmeyer.
 
In Vietnam, dove produce gran parte delle sue scarpe e dei suoi vestiti che consegna in tutto il mondo, Adidas può attualmente contare solo sul 70% della normale capacità produttiva. Perciò si aspetta di non essere in grado di produrre in loco ben 100 milioni di articoli nella seconda parte dell'anno.
 
“Le vaccinazioni stanno aumentando molto velocemente” in questo Paese, facendo sì che le fabbriche possano tornare a pieno regime entro la fine dell'anno, spera il direttore finanziario. Ma per coloro che vogliono trovare un paio di scarpe da ginnastica Adidas sotto l'albero di Natale, “prima è, meglio è” per comprarle, ha avvertito Kasper Rorsted, presidente del Consiglio d’Amministrazione del colosso tedesco, facendo eco alle dichiarazioni di pochi giorni fa del suo omologo nel marchio rivale Puma.
 
Il fatturato del periodo tra luglio e settembre per il brand delle tre strisce ha alla fine raggiunto i 5,7 miliardi di euro, in crescita del 3,4% in un anno. Senza le problematiche nella catena di approvvigionamento, la crescita sarebbe stata del 14%, afferma Adidas. Dopo l'applicazione dei tassi di cambio, la crescita risulta dinamica nell’area Europa, Medio Oriente, Africa, con un aumento dell'8,1%, a 2,2 miliardi di euro. Il Nord America è cresciuto del 6,6%, a quasi 1,4 miliardi di euro. La crescita più significativa è stata riscontrata in America Latina, con un aumento delle vendite del 53,4%, a 405 milioni di euro. Al contrario, in Asia, l'area della Grande Cina è scesa dell'11%, a meno di 1,2 miliardi di euro, e l'area Asia-Pacifico è calata del 9,6%, a 504 milioni di euro.
 
Nel complesso, il gruppo prevede una crescita annua vicina al 20% per l'anno 2021.

Con AFP

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