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Adidas incrementa i margini grazie alle vendite online, il titolo sale

Di
Reuters API
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
today 3 mag 2019
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Adidas ha annunciato venerdì un aumento più elevato del previsto del proprio utile netto trimestrale, incrementato dall’e-commerce con i suoi margini più elevati, nonostante un rallentamento della crescita delle vendite legato a un loro calo in Europa e a problemi (già segnalati) nella catena di fornitura dell’azienda in Nord America.

Adidas Originals


L’azione di Adidas, il cui valore è già cresciuto di oltre il 25% dall’inizio dell’anno, sale in maniera record alla Borsa di Francoforte, dove guadagnava il 7,73%, a 246,60 euro, dopo un’ora di contrattazioni.
 
Dal suo arrivo alla presidenza del Consiglio d’Amministrazione del produttore tedesco di attrezzature sportive nel 2016, Kasper Rorsted insiste sul voler migliorare la redditività del gruppo focalizzandosi sulla crescita in Nord America e Asia e sullo sviluppo delle vendite online, dove i margini sono più alti di quelli nelle vendite nei negozi.

Adidas ha aumentato il margine operativo di 1,4 punti nel primo trimestre, portandolo al 14,9%, e superando così il suo grande concorrente americano Nike, il cui margine è stato del 13,5% nel periodo dicembre-febbraio.
 
Il produttore tedesco di articoli sportivi è arrivato a questo risultato beneficiando di minori costi di approvvigionamento e marketing e dei favorevoli effetti dei cambi valutari, ma anche vendendo più prodotti dal costo maggiormente elevato e facendo aumentare del 40% la sua attività online.
 
“I profitti sono molto migliori delle indicazioni fornite per l'anno nel suo insieme, lasciando la porta aperta ad aumenti degli obiettivi di margini nel corso del 2019”, ha commentato Volker Bosse, analista di Baader Helvea.
 
L’utile netto di Adidas è salito del 17%, a 632 milioni di euro, nel primo trimestre, su un fatturato in progressione del 4%, a 5,883 miliardi di euro. Gli analisti si attendevano rispettivamente 567 milioni e 5,8 miliardi di euro.
 
Adidas aveva avvertito a marzo che i problemi nella catena di approvvigionamento potrebbero ostacolare la crescita delle vendite nella prima metà dell'anno, soprattutto in Nord America, dove ha raddoppiato il suo business negli ultimi tre anni soffiando quote di mercato a Nike.
 
La crescita delle vendite dell’azienda tedesca in America del Nord, dove anche Nike e Under Armour hanno mostrato dei punti deboli, è rallentata al 3% nel primo trimestre dell’anno, mentre il fatturato è diminuito del 3% in Europa, dove Adidas ammette di aver fatto troppo affidamento sulle calzature moda. Le vendite hanno pure risentito del confronto con l'inizio del 2018, anno segnato dall’avvicinarsi del debutto della Coppa del Mondo di calcio.
 
Il brand Reebok ha invece confermato le proprie difficoltà, registrando un calo delle vendite del 6%.
 
Kasper Rorsted ha comunque espresso ancora una volta la sua certezza del fatto che la crescita delle vendite di Adidas avrà un’accelerata nel secondo semestre. Il produttore di attrezzature sportive intende raggiungere questo obiettivo ripartendo le sue capacità produttive in modo diverso e dando la priorità al mercato americano.

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