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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
16 feb 2021
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Adidas dirà addio al marchio Reebok

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
16 feb 2021

Il produttore tedesco di articoli sportivi Adidas ha rivelato martedì che prevede di disfarsi di Reebok, il brand statunitense di sportswear che aveva comprato 15 anni fa per aiutarlo a far concorrenza diretta al suo grande rivale Nike, ma che non è mai riuscito a rilanciare.

Reebok


L’azienda spiega che questa decisione s’iscrive nel quadro di una strategia quinquennale che prevede di presentare il prossimo 10 marzo. Il gruppo indica che intende concentrare i propri sforzi sul consolidamento della “posizione di leadership del marchio Adidas” sul mercato globale degli articoli sportivi.
 
“Le opportunità di crescita a lungo termine nel nostro settore sono molto eccitanti, soprattutto per i marchi sportivi iconici”, ha affermato in una nota Kasper Rorsted, CEO di Adidas. “Dopo un'attenta valutazione, siamo giunti alla conclusione che Reebok e Adidas saranno molto meglio in grado di raggiungere il loro potenziale di crescita operando indipendentemente l'uno dall'altro. Lavoreremo diligentemente nei prossimi mesi per garantire un avvenire fruttuoso al marchio Reebok e al team che lo supporta”.

Il gruppo Adidas informa che dichiarerà Reebok attività operativa cessata (“discontinued operations”) a partire dal primo trimestre del 2021. E indica che ulteriori dettagli sul business plan strategico di Adidas, che farà da riferimento e guida per la struttura fino al 2025, saranno svelati durante l'investor and media day dell'azienda, il 10 marzo 2021.

Reebok


Il 14 dicembre scorso, Adidas aveva già ufficializzato il fatto che stava valutando la possibilità di separarsi da Reebok, confermando voci sempre più insistenti in materia. Una riflessione che arriva in un momento in cui il potenziale valore di vendita del brand americano potrebbe essere interessante per Adidas, visto che Reebok aveva da poco ripreso un certo dinamismo. 
 
Nell'anno fiscale 2019, in Nord America, Reebok ha visto le sue vendite aumentare del 12%, a 485 milioni di euro, ma queste sono diminuite del 2% in Europa, a 471 milioni di euro. In Asia-Pacifico, le sue vendite erano scese del 15%, a 296 milioni di euro, mentre la Russia e i suoi mercati satellite sono cresciuti 11%, a 168 milioni di euro. Infine, l’America Latina e i mercati emergenti sono progrediti rispettivamente del 3% e del 14%, a 170 e 156 milioni di euro.
 
Sin dall'inizio degli anni ’10 del Duemila, gli azionisti di Adidas pressavano il management perché cedesse Reebok. Nel 2014 si parlò addirittura di un assegno da 1,7 miliardi di euro, preparato da un magnate thailandese e da alcuni fondi di Abu Dhabi, pronto a comparire sulla scrivania di Herbert Hainer, all’epoca direttore generale del gruppo Adidas. Alla fine, Reebok rimase nell'ovile di Adidas e di quell’offerta non si parlò più. D'altra parte, il CEO se ne andrà nel 2016, passando il testimone a Kasper Rorsted. 

Reebok


Lo scorso settembre, Reebok affidava la direzione artistica globale a Kerby Jean-Raymond. Il fondatore della label Pyer Moss è così diventato vicepresidente responsabile della direzione creativa del marchio del gruppo Adidas. Il designer collaborava già dal 2017 con il brand statunitense di articoli sportivi e sportswear. E nel luglio del 2019 aveva perfino assunto la guida di una nuova divisione dedicata a collaborazioni e proposte creative, battezzata “Reebok Studies”.

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