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Versione italiana di
Laura Galbiati
Pubblicato il
13 mar 2019
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Adidas cresce dell’8% ma prevede un rallentamento nel 2019

Versione italiana di
Laura Galbiati
Pubblicato il
13 mar 2019

Nel 2018 Adidas ha realizzato un giro d’affari di 21,9 miliardi di euro, in progressione dell’8% a cambi costanti; l’Europa ristagna, mentre Nord America e Asia Pacifico crescono del 15%. In salita del 36% l’e-commerce, dopo il +57% messo a segno nel 2017. Il gruppo tedesco ha visto il suo margine operativo attestarsi al 10,8%, con un aumento dell’utile operativo del 20%, a 1,7 miliardi di euro.

REUTERS/Joe Penney


Il futuro non è però del tutto roseo per il gigante dello sport e del lifestyle. Adidas prevede infatti che le difficoltà nella sua catena di approvvigionamento rallenteranno la progressione delle vendite nel primo semestre 2019, soprattutto in America del Nord, ma spera di riprendersi in Europa, dove il suo principale competitor è l’americana Nike. La società ha annunciato che la crescita del suo giro d’affari a tassi di cambio costanti dovrebbe situarsi tra il 5% e l’8% nel 2019.
 
L’annuncio ha fatto scendere il titolo alla Borsa di Francoforte. L’azione Adidas, che ha guadagnato il 22% l’anno scorso, è scesa del 4,89% verso le ore 9.05 GMT, uno dei più forti cali dell’indice europeo Stoxx 600, che nello stesso momento guadagnava lo 0,23%. Il competitor Puma è sceso dello 0,3%.

Morgan Stanley ha sottolineato che la previsione di Adidas di una progressione dal 3% al 4% delle vendite nel primo semestre è sensibilmente inferiore al consensus. Nike stima per il 2019 una crescita nella parte bassa di una forchetta a due cifre, mentre Puma anticipa un aumento a tassi costanti del 10%.
 
“È un problema di domanda”, ha dichiarato il Presidente del direttivo di Adidas, Kasper Rorsted, alla catena televisiva CNBC, sottolineando che il gruppo ha raddoppiato il proprio business in America del Nord nel corso degli ultimi tre anni.
 
Adidas produce 457 modelli di vestiti ogni anno, la maggior parte in Cambogia, Cina e in Vietnam. Kasper Rorsted ha precisato che le difficoltà di approvvigionamento non hanno nulla a che fare con le tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti.
 
Adidas pensa di realizzare un margine operativo compreso tra 11,3% e 11,5% quest’anno, contro il 10,8 % nel 2018, raggiungendo l’obiettivo un anno prima del previsto grazie al fatto che Reebok è tornata in utile.
 
Nel quarto trimestre del 2018 le vendite a tassi di cambio costanti sono cresciute del 5%, a 5,234 miliardi di euro, leggermente al di sopra del consensus medio di 5,2 miliardi. L’utile netto si è stabilito a 108 milioni, ben oltre gli 88 milioni attesi dagli analisti. Le vendite sono aumentate del 13% nella Cina continentale e del 9% in Nord America, ma sono scese del 6% in Europa.
 
Adidas spera di tornare a crescere in Europa quest’anno e prevede un leggero rialzo del fatturato a cambi costanti. Kasper Rorsted ha dichiarato che nel Vecchio Continente il marchio è troppo dipendente dai suoi modelli storici, come le Stan Smith e le Superstar, e che non spinge abbastanza sull’abbigliamento sportivo.

La società ha registrato un forte rialzo delle vendite di articoli in stile “ispirato dallo sport”, legati all’intrattenimento e alla corsa, ma un flessione significativa nel calcio, ambito nel quale un anno prima aveva avuto impatti positivi dalla vendita delle maglie delle squadre nazionali in occasione dei Mondiali.

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