Adidas annuncia un solido secondo trimestre

Il produttore tedesco di articoli sportivi continua a mostrare una crescita superiore a quella del suo concorrente Nike in Nord America. Adidas ha annunciato di aver praticato un onere di deprezzamento di parecchie centinaia di milioni di euro sul suo marchio Reebok, assicurando che esso non avrà nessun impatto sui conti del 2018, e anzi ha riferito di un secondo trimestre migliore del previsto.

Adidas

I risultati del secondo trimestre confermano la bontà della strategia attuata dal presidente del comitato esecutivo Kasper Rorsted, alla testa del gruppo dal 2016, basata sul miglioramento della redditività, la crescita in Nord America e Cina e le vendite online.
 
L’utile netto è stato di 396 milioni di euro, superiore al consensus di 386 milioni di euro stabilito da Reuters a partire dalle stime di otto analisti.
 
Il fatturato è cresciuto del 10% dopo gli effetti di cambio, a 5,26 miliardi di euro. Gli analisti si aspettavano in media una crescita dell’8%.
 
Alcuni analisti pensavano che l’aumento delle spese di marketing nel secondo trimestre a causa della Coppa del Mondo di calcio avrebbe pesato sui risultati, ma tale aumento è stato compensato da prezzi più elevati e da vendite tramite canali distributivi più redditizi.
 
Adidas ha visto rallentare leggermente la crescita delle vendite in Nord America, al 16%, anche se essa resta comunque ben superiore a quella del 3% registrata da Nike nel quarto trimestre del proprio esercizio fiscale scalato chiuso il 31 maggio. In Cina, la crescita delle vendite del gruppo tedesco è accelerata al 27%.
 
Come Adidas aveva anticipato, le vendite in Europa occidentale, dove il gruppo tedesco ha messo a segno la crescita più rapida, sono rimaste stabili, ma sono cresciute del 14% in Russia, il Paese che ha ospitato la Coppa del Mondo. Adidas ha venduto oltre otto milioni di maglie malgrado la prematura eliminazione di Germania e Spagna e nonostante equipaggiasse solamente una semifinalista, il Belgio, mentre le altre tre squadre giunte alle partite finali erano sotto contratto con Nike.
 
Oneri di svalutazione legati a Reebok
 
Il gruppo bavarese ha inoltre annunciato un onere di deprezzamento di varie centinaia di milioni di euro a seguito di un disaccordo con le autorità di regolamentazione tedesche sul calcolo del valore contabile di Reebok nel 2016.
 
Il produttore di articoli sportivi ha aggiunto che questa rettifica non ha avuto alcun impatto sulla sua situazione finanziaria, ribadendo le sue previsioni per il 2018; anzi, andandovi oltre, in quanto ha aggiunto che le prospettive di Reebok restano intatte anche se il marchio ha subito un calo delle vendite del 3% nel secondo trimestre.
 
Adidas ha comprato Reebok nel 2005, ma da allora il brand ha realizzato solo performance mediocri. Kasper Rorsted vuole renderlo nuovamente redditizio entro il 2020.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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