Addio a Steve Hiett, il reporter che ha cambiato la fotografia di moda

Addio al fotografo britannico Steve Hiett, una delle voci più prolifiche e significative della fotografia di moda, pioniere di uno stile inconfondibile che lo ha reso celebre in tutto il mondo. Era tra le firme più prestigiose di Vogue Italia e proprio la rivista ha dato la notizia della scomparsa avvenuta mercoledì scorso a Parigi all'età di 79 anni. L'ultima foto da lui postata su Instagram, il 27 aprile scorso, è una camera di ospedale in penombra.

@stevehiett

Per oltre cinque decadi Steve Hiett è stato capace di raccontare la moda attraverso la creazione di fotografie, video, serigrafie e collage di Polaroid. Le sue immagini si caratterizzano per l'uso innovativo del flash esterno che intensifica i colori della pellicola Kodachrome, rendendoli saturi e intensi. Evidenti nel suo lavoro sono le influenze della Pop Art e del graphic design che l'autore studia prima alla Brighton School of Art e poi al Royal College of Art di Londra.

Il suo immaginario si compone di storie frammentate, still cinematografici che hanno luogo in spazi suburbani. Le protagoniste sono donne misteriose e affascinanti, colte in movimento o assorte in qualche azione, inquadrate da angolature scomposte. Le loro figure si stagliano nitide sulla scena, contornate da cieli blu cobalto. Sembrano sogni fugaci destinati a vivere nel breve attimo in cui Hiett scatta.

Si avverte anche un certo ritmo nelle sue foto, riflesso della sua grande passione per la musica, che da giovane lo porta a diventare front man del gruppo ''Pyramid''. La fotografia del resto arriva più tardi e un po' per caso, come i migliori incontri, quando Hiett decide di cimentarsi con uno shooting fotografico su suggerimento di un amico.

È la fine degli anni Sessanta e non passerà molto tempo prima che il fotografo inizi a scattare per fashion magazine come Nova, Marie Claire e per l'edizione francese di Vogue, e a partire dagli anni Novanta, Vogue Italia. È proprio un incontro con la storica direttrice Franca Sozzani a rivitalizzare la sua carriera, come rivelano le sue parole: "Three weeks later I had a phone call and I was back on a plane to France doing Italian Vogue".

Nel 2016 la Galleria Carla Sozzani di Milano ha ospitato la mostra "Beyond Blonde" di Steve Hiett, in occasione dell'uscita del libro omonimo edito da Prestel. La mostra esponeva dodici delle immagini di Steve Hiett scattate a partire dalla fine degli anni Settanta, che mostrano bene il suo stile, fatto di una forte saturazione dei colori e soggetti decentrati, spesso esposti a flash e luci abbaglianti.

Hiett viveva e lavora Parigi, ma era nato in Inghilterra nel 1940. Dopo gli studi artistici e una breve carriera come musicista con il gruppo Psych Pop Piramide, si è dedicato alla fotografia di moda. Del suo lavoro Hiett diceva: "Non penso a me stesso come un fotografo. Penso a me come qualcuno che usa la macchina fotografica per creare immagini che vedo nella mia testa. Dovunque vada, che sia Parigi o Miami, le mie foto sono storie dei sobborghi metropolitani, sono storie sulla solitudine e sui sogni".

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