Abercrombie & Fitch migliora nel terzo trimestre

Due mesi fa, Abercrombie & Fitch chiamava Goldman Sachs per affrontare l'investitore Ralph Whitworth, creatore del fondo Relational Investors. L’offensiva faceva seguito a risultati semestrali in netto calo. Al termine del suo terzo trimestre, chiuso a fine ottobre, la casa madre di Abercrombie & Fitch, di Hollister e di Gilly Hicks riesce però a ripartire.


Abercrombie & Fitch ha aperto a Monaco di Baviera nel corso del terzo trimestre. Immagine: Abercrombie & Fitch.
Trascinato dall'estero (+37%), che rappresenta il 30% dei suoi 1,17 miliardi di dollari USA (918 milioni di euro) di vendite, il gruppo registra una progressione del 9% delle vendite nette.

Le vendite dirette sono cresciute del 20% nel terzo trimestre, per raggiungere i 158 milioni di dollari, ma in comparabile calano del 3%. La strategia di espansione internazionale resta dunque al centro della strategia del gruppo. Durante il trimestre, A&F ha aperto una decina di negozi Hollister, fra cui quello di So Ouest a Levallois-Perret, e due Abercrombie & Fitch a Hong Kong e Monaco di Baviera. Negli Stati Uniti, le vendite restano stabili rispetto all'anno scorso.

Argomento redditività. Il gruppo, che spiega di aver ottimizzato i suoi stock e di aver dovuto affrontare meno costi legati ad aperture di negozi, ha visto passare l'utile operativo da 80 a 112 milioni e l'utile netto crescere da 51 a 71 milioni di dollari.

Tuttavia, sui 9 mesi, questa bella performance non permette al gruppo A&F di tornare ai livelli del 2011. Le vendite sono passate da 2,83 miliardi a 3,04 miliardi, ma l'utile netto è calato a 90 milioni, contro i 108 dello stesso periodo di un anno prima. Nell'ultimo trimestre 2012, il gruppo prevede di nuovo un calo del 5% delle sue vendite a perimetro comparabile.

Olivier Guyot (Versione italiana di Gianluca Bolelli)

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