Abaton crea un profumo al chinotto, grande riscoperta di questa estate

E' un agrume in piena riscoperta, con utilizzi vari, dalla classica bibita, arrivata indenne dagli anni '50 ad oggi ancora cult, al beauty. E' il chinotto. Dalla fioritura ricca e profumata nascono foglie e scorza da cui si estrae un olio essenziale utilizzato sia in cosmetica che in profumeria.

Abaton, "Chinotto Dark" - Abatonbros.com

Ed ecco che infine crescono i frutti che, a seconda della maturazione, danno a questo agrume colorazioni dal verde al giallo sino all’arancione. Dal carattere contradditorio, il chinotto si presenta molto amaro se consumato al naturale, ma molto piacevole se lavorato e trasformato nella celeberrima bibita degli anni ’30 - ancora oggi di grandissima tendenza - e squisito candito se caramellato a dovere.

L’incontro tra Savona e la pianta del chinotto risale circa al 1500. È merito di un esploratore savonese che, di ritorno da una spedizione in Cina, importa questo frutto, considerato dai navigatori un amuleto per tenere lontani malattie e pericoli. Grazie alle ottimali condizioni climatiche, l’impervia riviera savonese ne ha migliorato le proprietà organolettiche. Insediatosi perfettamente nell’ecosistema locale, il chinotto è diventato punta di diamante della città. Savona è infatti conosciuta come la Città del Chinotto.

La forte urbanizzazione accompagnata da sbalzi climatici a dir poco sfavorevoli ed inaspettati hanno distrutto la maggior parte delle coltivazioni presenti nel savonese. Ma grazie ad alcuni estimatori ed agricoltori ed appassionati, è stata riavviata. Un passato unico, avvincente ed originale che accompagna la storia di Savona e delle sue eccellenze dal 1500 ad oggi.

La passione dei fratelli Abaton per Savona e per le sue eccellenze è stata coinvolgente, facendo nascere Il Chinotto nella Rete, un pool di appassionati estimatori ed aziende accomunate dall’amore per questo straordinario agrume, presidio Slow Food. L’obiettivo principale della rete è quello di promuovere il territorio ligure e tutte le sue eccellenze, seguendo il fil rouge del chinotto, soprattutto mettendo in rete e in collaborazione diversi produttori, dai vivaisti al trasformatori, sia di prodotti food, sia di prodotti cosmetici ed anche di originali oggetti di design strettamente correlati alla storia di questo prezioso agrume e anche organizzando Tour del Chinotto, ed i laboratori sul chinotto, piacevoli escursioni ed interessanti eventi, tra le vie del gusto, arte e cultura.

Il chinotto - Ansa

Abaton, brand italiano di profumeria artistica, degli omonimi fratelli che dopo una stimolante esperienza negli Stati Uniti hanno concentrato le risorse creative nella realizzazione e distribuzione di una linea di prodotti d’eccellenza Made in Italy, rende oggi omaggio alla città con una fragranza unisex che esalta le note olfattive del prezioso agrume: "Chinotto Dark".

Fresche sono le note di testa, pungenti e agrumate richiamano infatti il verde delle foglie del frutto in piena raccolta. Note di coda sobrie, profonde e virili, legnose, rotonde quasi balsamiche con un fondo di assenzio, ginepro e incenso, rievocano l’aroma della tradizionale bevanda e il gusto profondo del frutto candito. Tra i prodotti artigianali dell'eclettico profumiere savonese oltre ai profumi ci sono saponi, prodotti da barba e articoli per rasatura, candele e profumatori per ambienti, fino alla maglieria in cachemire a titolo millesimale, cappelli e gioielleria. Oltre al sito e allo show room di Savona in Via Paleocapa, Abaton ha una filiale a New York a pochi passi dall’Empire State Building.

Chi è l’inventore della bevanda al Chinotto? E’ proprio un mistero, ancora oggi non si conosce il vero inventore di questa bibita che nel corso del tempo ha attirato a sé sempre più persone: alcuni sostengono che sia stata inventata nel 1932 dalla San Pellegrino, che ne è la principale produttrice; una differente ipotesi è che sia stato prodotto dalla azienda Neri di Capranica (VT) nel 1949. Altri affermano che la formula industriale fu inventata presso i laboratori della Costantino Rigamonti, il cui proprietario divenne successivamente presidente della Recoaro: si pensa infatti che proprio Emilio Rigamonti inventò la formula del chinotto a cavallo della guerra, nei laboratori della Costantino Rigamonti in Via Poerio 39 a Milano. La formula fu dapprima proposta alla Neri e successivamente alla Recoaro, con un accordo di acquisizione di una minoranza della società di cui Emilio Rigamonti fu Presidente almeno fino alla metà degli anni Sessanta.

La San Pellegrino riuscì a imitare la formulazione originaria solo successivamente.
Il chinotto Recoaro si guadagnò la sua fama di alternativa nazionale alla Coca Cola con il famoso slogan pubblicitario ‘L’altro modo di bere scuro’, e con un’etichetta che evidenziava il tricolore.

Ansa

Dai fasti autarchici e nazionalisti all’originale e briosa freschezza dei mitici anni 50’, bibita dissetante, aperitivo intellettuale, digestivo maturo, ricetta unica per cocktail da intenditori, ha influenzato le abitudini e i costumi sociali e come tutti i rituali sociali, anche quello del chinotto disponeva di un proprio apparato cerimoniale, in grandissimo uso fino a metà del Novecento, che consisteva in appositi servizi, in vetro artistico, di tradizione altarese, o in ceramica dal caratteristico stile bianco blu, realizzati nelle manifatture di Albissola e nelle famose icone vintage degli anni 50’.

Oggi il chinotto è stato riscoperto come fenomeno “cult”, che suscita grande simpatia nei confronti di pubblico trasversale sia giovane che maturo: dai cultori dell’ eccellenze agroalimentari, ai turisti e croceristi in cerca di nuovi sapori ed emozioni da portare a casa, fino ad associazioni di fan del chinotto e blogger incuriositi dai fenomeni “vintage” e di costume, non solo gastronomico.

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