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Pubblicato il
11 dic 2020
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A Torino nasce Green Pea, il primo “Green Retail Park” al mondo

Pubblicato il
11 dic 2020

È stato inaugurato il 9 dicembre al Lingotto di Torino Green Pea, il terzo progetto imprenditoriale della famiglia Farinetti, dopo Unieuro e Eataly: 15.000 metri quadrati su cinque piani, che hanno l’ambizione di riunire brand sostenibili di vari settori per “cambiare il rapporto con l’energia, il movimento, la casa, l’abbigliamento e il tempo libero”.

Green Pea è stato inaugurato il 9 dicembre al Lingotto di Torino

 
“Riteniamo che, in un modello sociale basato sui consumi, occorra indirizzare il commercio verso valori utili al benessere vero, il quale può esistere solo se in equilibrio con gli altri esseri umani”, ha dichiarato in occasione dell’inaugurazione Oscar Farinetti, fondatore di Eataly e Green Pea. “Lo scenario non è complicato da leggere. Il problema principale consiste nella compatibilità tra le attività volte al miglioramento della vita e la salute del pianeta. Il 90% degli scienziati ci dice che il nostro modo di consumare è diventato incompatibile. Da un lato produciamo energia immettendo nell’atmosfera una quantità di CO2 eccessiva che altera il clima, da un altro lato costruiamo oggetti e produciamo cibo inquinando terra, acqua e aria, da un altro ancora non smaltiamo i rifiuti in modo corretto; infine sopprimiamo alberi. Quando il 90% degli scienziati dice una cosa, normalmente ci azzecca. È giunto il momento di modificare il nostro modo di consumare”.
 
I cinque piani di Green Pea sono dedicati ognuno a una tematica: il piano terra al tema Life (con aziende come Enel X, TIM, UniCredit, Mastercard e Samsung), il primo piano alla casa, il secondo al fashion, il terzo alla bellezza, mentre il quarto ospita un Club sul Rooftop dedicato all’“Ozio Creativo”.

In totale, 66 negozi, un museo, tre luoghi di ristorazione, una piscina, una Spa e un Club, dove scoprire prodotti studiati per durare a lungo e che giunti alla fine del loro ciclo vitale si possano riutilizzare o riciclare. “I Partner Green Pea credono nella necessità di produrre e consumare in armonia con la Natura e, allo stesso tempo, lavorano per costruire prodotti in linea con i principi di bellezza e originalità del Made in Italy”, precisa il comunicato stampa diramato.

Tra i marchi del fashion che hanno deciso di supportare il progetto, Borbonese, presente al secondo piano con un corner di 37 metri quadrati, che ribadisce così il proprio impegno verso la sostenibilità, rafforzato nel 2019 con la scelta di utilizzare pellami rispettosi della filiera, prodotti da La Granda, un'associazione di allevatori piemontesi nata nel 1996 e nota per la sua spiccata sensibilità verso i problemi legati al benessere. Anche i tessuti utilizzati dalla maison torinese sono certificati e prodotti in modo da ridurre l'inquinamento ambientale causato dal normale smaltimento dei tessuti.

Il corner Borbonese all'interno di Green Pea


Lo specialista dei capispalla Herno si è installato in un negozio di 90 metri quadrati al terzo piano, che presenta uno spazio interamente dedicato ai capi della collezione Herno Globe, l’etichetta lanciata nel 2019 che riunisce tutti i progetti sostenibili del brand. Il corner è realizzato con materiali naturali, senza aggiunta di additivi chimici; le pareti sono in sughero, materiale green per eccellenza, con accenni di grigio che rievocano la flanella, tessuto che ricopre le pareti di tutti gli altri store del brand. “È attraverso il nostro prodotto che siamo abituati ad esprimere i nostri valori. Far parte dei marchi made in Italy sostenibili rappresentati nel progetto di Green Pea ci permette ancora meglio di valorizzare il nostro impegno per l’ambiente”, ha dichiarato l’azienda.

Lo spazio dedicato alla collezione Herno Globe

 
Anche Zegna non ha voluto perdere l’occasione di ribadire il proprio impegno verso la sostenibilità aderendo al progetto Green Pea, con uno store di 200 metri quadrati al terzo piano che ospita una selezione dei prodotti più iconici del brand, come gli abiti realizzati con tessuti #UseTheExisting, il concept lanciato dall’azienda lo scorso anno e focalizzato sull’utilizzo di materiali naturali e tecnici, sviluppati con processi innovativi e provenienti da fonti preesistenti. All’interno di Green Pea, Zegna offre ai clienti il servizio Made to Measure, che permette di scegliere il tessuto del proprio abito sartoriale, oltre a una gamma di prodotti fatti a mano, creati in collaborazione con la comunità di San Patrignano e un’esclusiva collezione di plaid Oasi Zegna in cachemire #UseTheExisting.

Zegna supporta Green Pea con un negozio di 200 metri quadrati

 
Un altro brand torinese, Esemplare, ha scelto Green Pea per inaugurare il suo primo monomarca a livello mondiale, uno spazio di 54 metri quadrati al secondo piano. Con le sue proposte urbanwear sostenibili, Esemplare condivide appieno i valori di del nuovo retail park: i capi del brand sono infatti prodotti partendo da risorse esistenti e realizzati attraverso processi di riciclo e rigenerazione delle materie.

Esemplare ha scelto Green Pea per aprire il suo primo monomarca a livello mondiale

 
Anche il brand spagnolo Ecoalf  ha aperto il suo primo monomarca italiano all’interno di Green Pea: un corner che ospita le sue collezioni donna, uomo e accessori 100% eco sostenibili, oltre a uno schermo che proietta immagini relative al brand e al progetto UTO - Upcycling the Oceans, lanciato nel 2015 in Spagna e da poco inaugurato anche in Italia nel porto di Civitavecchia, che fino ad oggi ha raccolto oltre 200 milioni di bottiglie di plastica dai fondali marini, trasformati poi in capi e accessori Ecoalf.

Il corner di Ecoalf da Green Pea


Lo specialista della camiceria Xacus ha inaugurato all’interno di Green Pea il suo primo shop-in-shop italiano: uno spazio di 50 metri quadrati al secondo piano, che ospita una selezione della collezione uomo e del pacchetto “Journey Collection”, camicie realizzate con processi produttivi e logistici a ridotto impatto ambientale per salvaguardare aria, acqua e materie prime, utilizzando tessuti in fibra naturale di origine vegetale (cotone organico egiziano Giza) o animale (lana etica extra fine ZQ merino Nuova Zelanda) oltre che in nylon riciclato e rigenerato (Econyl) rigorosamente certificati.

Tra gli altri marchi del fashion italiano che hanno aderito all’iniziativa Green Pea, lo specialista dei pantaloni Berwich, che ha inaugurato il suo secondo flagship store all’interno del retail park; il marchio di jeanswear Re-HasH, con il suo primo monomarca totalmente dedicato all’ecosostenibilità e al green; e Giampaolo, la label di camiceria di alta qualità, che all’interno di Green Pea ha aperto il suo primo monobrand.
 
Oltre che nell’offerta commerciale, l’animo ecologico di Green Pea si esprime innanzitutto nel building che lo ospita, sostenibile in ogni suo dettaglio e progettato dagli architetti Cristiana Catino (ACC Naturale Architettura) e Carlo Grometto (Negozio Blu Architetti Associati) per dar vita a un luogo con le caratteristiche di un organismo naturale, con più di 2.000 alberi, piante e arbusti. L’ingegnere Gabriele Gerbi (Studio S.A.P.I.) ha declinato i concetti fondamentali della sostenibilità e del rispetto anche nelle parti più tecniche dell’edificio: il building Green Pea utilizza fonti rinnovabili che garantiscono alta efficienza e riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera, è alimentato tramite pozzi geotermici, pannelli fotovoltaici e solari, elementi per la captazione di energia eolica e per il recupero dell’energia cinetica.
 
Green Pea S.r.l., che creerà oltre 200 nuovi posti di lavoro, fa capo per il 90% a Eatinvest S.p.a (di cui i maggiori azionisti sono le famiglie Farinetti al 60% e Nocivelli al 20%) e per il 10% alla famiglia Orecchia, storici imprenditori torinesi del fashion e titolari del flagship store Vestil. Presidente e Amministratore Delegato è Francesco Farinetti, figlio più grande del fondatore Oscar, classe 1980, già AD di Eataly, dove ora ricopre il ruolo di Vicepresidente. L’edificio Green Pea è di proprietà di Eataly Real Estate S.r.l., società proprietaria, tra gli altri, degli immobili di Eataly Ostiense Roma e Eataly Smeraldo Milano, che ha investito 50 milioni di euro nel progetto.

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