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Pubblicato il
29 mar 2012
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A Milano il Forum sulla moda sostenibile

Pubblicato il
29 mar 2012

Si è svolto a Milano il 27 marzo il Forum "Ma la moda può essere davvero sostenibile?", presso il Palazzo Isimbardi. Un’iniziativa di informazione e cultura organizzata da AGIIS (associazione giuristi italo ispanici) e dallo Studio Legale e Tributario Capecchi - Piacentini & Valero di Milano.


Da sinistra Linarello, Elio Fiorucci, Livia Firth, Brisigotti, Massimino

Il forum ha concluso il ciclo dei tre incontri dal titolo “Nuove politiche economiche della moda, sfide ed opportunità nel contesto internazionale” che ha affrontato diverse questioni giuridiche, commerciali e politiche. Il primo incontro, nel maggio del 2011, verteva su “La moda e i nuovi mercati industriali e commerciali”, ad ottobre 2011 si discusse invece dei "Nuovi scenari nei processi di comunicazione della moda”.

Fra i relatori Francesco Morace di Future Concept Lab, lo stilista Elio Fiorucci e Livia Giuggioli Firth, paladina della moda sostenibile. Basso impatto ambientale e giustizia sociale, questi sono stati i due criteri base proposti per una moda che reinventa le sue logiche in chiave sostenibile. Una prospettiva possibile?

Nell’incontro la risposta che emerge dal confronto fra esperti e protagonisti del settore è che si tratta di una strada già aperta, l’unica percorribile, anche se complessa, per chi vuole creare un valore aggiunto per essere competitivo e incontrare i nuovi desideri di un pubblico composto sempre più da consum-attori, attenti alle loro scelte.

Sulla scia della passione per il connubio fra moda, ecologia e giustizia sociale, si muove da tempo Livia Giuggioli Firth, fondatrice assieme alla giornalista britannica Lucy Siegle del progetto Green Carpet Challenge che combina glamour e etica facendo indossare alle celebrities del cinema negli eventi da red carpet”, abiti sostenibili creati da firme come Giorgio Armani, Chanel, Alberta Ferretti, Tom Ford, Gucci, Yves Saint Laurent, Stella McCartney, Lanvin, Paul Smith, Valentino, Roger Vivier and Ermenegildo Zegna.


L'abito di Giorgio Armani per il Green Carpet Challenge di lana biologica con inserti di PET riciclate

"La moda sostenibile è già una realtà. La stiamo facendo. Personalmente ho indossato sul red carpet dei Golden Globes un bellissimo abito creato da Giorgio Armani con un tessuto ricavato da bottiglie riciclate”, ha commentato la Firth.

Ma un altro anello fondamentale, in una moda davvero sostenibile, è la distribuzione. Ne ha parlato Domenico Brisigotti, direttore del prodotto a marchio Coop Italia, illustrando il lancio negli ipermercati e supermercati Coop della linea di capi eco disegnata da Katharine Hamnet.

Ma nel forum si è parlato anche di imprese sostenibili che rivalutano antiche tradizioni in un’ottica contemporanea. Vincenzo Linarello, Presidente di Cangiari, ha raccontato l’esperienza della sua impresa, nata nel difficile territorio della Locride con lo sviluppo di tessuti vegetali ricavati dalle coltivazioni locali di ginestre e il recupero di millenarie tecniche di tessitura grecaniche e bizantine.

Sulla delicata questione ‘riciclo e smaltimento dei rifiuti’, di cruciale importanza nell’industria tessile, hanno discusso Edoardo Amerini, Presidente Conau, il responsabile marketing di Jetro: Japan External Trade Organization, Massimo Sella, con un focus sulle eco tecnologie giapponesi e sui tessuti naturali ricavati dalla carta.

A chiudere l’incontro, la testimonianza della Fondazione Francesca Rava ed i suoi laboratori tessili ad Haiti, con la presidentessa della Fondazione Mariavittoria Rava e la presentazione della prossima mostra fotografica a Palazzo Isimbardi di Stefano Guindani su Haiti.

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