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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
14 gen 2021
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A Londra la Fashion Week si svolgerà, ma in versione digitale

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
14 gen 2021

Nonostante il lockdown messo in atto dall'altra parte della Manica, il mese prossimo la London Fashion Week si svolgerà. Però gli eventi di questa settimana di cinque giorni si terranno a porte chiuse, trasmessi in diretta streaming su Internet.

Burberry - Primavera-Estate 2021 - Womenswear - Londra - © PixelFormula


Il British Fashion Council (BFC) aveva indicato mercoledì di “star discutendo con il governo sulla via da seguire per quanto riguarda la London Fashion Week, visto l'attuale contesto di crisi sanitaria”.
 
Il primo risultato di questi colloqui è che l'evento si svolgerà dal 19 al 23 febbraio. “Le sfilate, le presentazioni e le installazioni possono essere filmate e fotografate, ma non devono svolgersi di fronte a un pubblico d’invitati in presenza”, spiega il BFC.

Nel Regno Unito, le autorità consentono ancora le riprese e le sessioni fotografiche, a condizione che rispettino linee guida specifiche.
 
La stagione londinese sarà trasmessa sulla piattaforma www.londonfashionweek.com, dove i designer potranno presentare le loro collezioni e vari altri contenuti che rimarranno “accessibili a tutti, lungo tutto il corso dell'anno”.
 
Il BFC resta in stretto contatto con le autorità, non solo per organizzare la London Fashion Week, ma anche per consentire all'industria della moda di continuare a operare nel modo più efficace possibile.
 
Secondo Caroline Rush, CEO del BFC, “il British Fashion Council continua a chiedere al governo di sostenere l'industria della moda. Una delle nostre principali richieste è quella di consentire a designer e modelli/e di viaggiare liberamente da e verso il Regno Unito, garantendo esenzioni dalla quarantena per i professionisti, al fine di poter mantenere la nostra attività e proteggere la competitività del settore della moda britannica”.
 
“Questo nuovo lockdown causa enormi difficoltà alle imprese, ai lavoratori autonomi e ai privati. Il nostro settore sta dimostrando una straordinaria creatività, ancora di più nel Regno Unito che altrove. La maggior parte delle aziende e delle persone con cui lavoriamo sono società indipendenti e creativi che contribuiscono in modo significativo alla reputazione culturale del nostro Paese”.
 
“Continueremo a fare pressione affinché le nostre aziende siano supportate e difese da un pubblico internazionale. Nonostante tutte le sfide affrontate negli ultimi anni, credo sinceramente che prevarranno la creatività, la flessibilità e l'acume imprenditoriale del nostro settore, e che il suo senso di responsabilità sociale ci permetterà di reinventarci, non solo per rafforzarci sul piano creativo, ma anche in termini di sviluppo sostenibile”, ha dichiarato la rappresentante della moda britannica.

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