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Pubblicità

A Hong Kong, la violenza delle manifestazioni rende fragile l’economia

Di
Reuters API
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
today 1 ago 2019
Tempo di lettura
access_time 4 minuti
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L'aumento della violenza delle manifestazioni a Hong Kong grava sempre più pesantemente sull'economia della città, una delle destinazioni commerciali più dinamiche al mondo.


Secondo gli economisti, l'impatto economico delle manifestazioni antigovernative delle ultime otto settimane è già peggiore rispetto al 2014 - quando la "rivoluzione degli ombrelli" aveva paralizzato il distretto finanziario della città asiatica per 79 giorni.
 
Perché questa volta le manifestazioni non si limitano a un solo quartiere e la violenza si è intensificata in tutta la città, spingendo i consumatori locali e stranieri ad evitare determinati quartieri. Diversi negozi e persino alcuni uffici bancari sono stati costretti a chiudere per lunghi periodi.

Molte aziende di questa città portuale situata sulla costa sud della Cina erano già state indebolite dal rallentamento economico del Regno di Mezzo e dalle conseguenze della guerra commerciale fra Cina e Stati Uniti d’America, che dura da un anno.
 
Diversi scioperi sono previsti nelle prossime settimane. Le azioni di disobbedienza civile si svolgono quasi quotidianamente e dovrebbero continuare per mesi. Martedì, centinaia di manifestanti hanno bloccato i servizi ferroviari, causando il caos nei sobborghi di Hong Kong.
 
La principale organizzazione di dettaglianti locali ha avvertito i suoi membri che si devono aspettare un calo delle vendite in doppia cifra a luglio e agosto.
 
“Il settore del commercio al dettaglio di Hong Kong sarà colpito internamente, ma anche all’estero”, avverte Angela Cheng, economista di CMB International Capital Corporation Limited, prima di aggiungere che ha rivisto le sue previsioni sulle vendite al dettaglio per il 2019 e di prevedere ormai una loro diminuzione del 10%, pari a due volte in più rispetto alla sua stima precedente.
 
Il 23 luglio, il broker CLSA ha declassato il gioielliere locale Chow Tai Fook, uno dei marchi più popolari della città fra i turisti asiatici, precisando che le manifestazioni potrebbero causargli danni irreversibili a lungo termine.
 
Il gruppo del lusso Richemont ha avvertito che le proteste hanno danneggiato le sue vendite a luglio, mentre il produttore svizzero di orologi Swatch ha detto che le turbolenze politiche gli hanno causato un calo a due cifre delle vendite a Hong Kong, uno dei suoi più grandi mercati su scala mondiale.
 
Nel quartiere di Admiralty, dove si è concentrata la maggior parte delle proteste, i dipendenti di numerosi ristoranti e negozi hanno dichiarato lunedì all'agenzia Reuters che la clientela è diminuita di un terzo rispetto al mese precedente.
 
Business e senso morale
 
Bobby Tang, un commesso ventunenne di un negozio Gucci nel quartiere dello shopping di Causeway Bay, dove domenica per la prima volta sono state alzate delle barricate, sostiene il movimento civile. Secondo lui, il governo non ha risposto a nessuna delle richieste del movimento, che originariamente ruotavano attorno al ritiro di un controverso disegno di legge in materia di estradizione verso la Cina, prima di trasformarsi in una lotta democratica molto più generale.
 
Ma Bobby Tang si preoccupa anche per il suo lavoro da Gucci. Prima delle proteste, il negozio contava un cliente al minuto, spiega, ma oggi ce ne sono solo tre o quattro all'ora, e le vendite giornaliere sono diminuite da 100.000 a 20.000 dollari di Hong Kong (da circa 11.500 a 2.300 euro). “Se le proteste durano fino a ottobre, mi preoccupo per il mio stipendio”, afferma il giovane commesso.
 
I centri commerciali sono spesso utilizzati come luoghi di rifugio e riposo per i manifestanti, i quali indossano elmetti e occhiali protettivi e talvolta anche armi di fortuna.
 
Il più delle volte, i manifestanti sono rispettosi dei luoghi. Tranne il 14 luglio, quando la polizia stava cercando di disperdere la folla riunitasi nel quartiere popolare di Sha Tin, prima di inseguire i rivoltosi in un centro commerciale gestito da Sun Hung Kai Properties, trasformando il posto in un vero campo di battaglia. Sono scoppiati dei tafferugli e tutto il mondo ha potuto assistere al panico dei clienti abituali del centro commerciale, carichi di borse ingombranti, che perdevano l'equilibrio su pozzanghere di sangue.
 
Il turismo, in particolare quello proveniente dalla Cina continentale, è calato drammaticamente. Gran Bretagna, Giappone, Singapore e altri Paesi hanno emesso avvisi di allerta ufficiali per i loro cittadini.
 
Secondo la Federazione dei sindacati di Hong Kong, il tasso di occupazione degli hotel è diminuito del 20% a giugno rispetto all’anno precedente e un calo del 40% sarebbe atteso per luglio. Il signor Yu, un direttore di un'agenzia turistica che non ha voluto menzionare il suo nome, spiega che circa due terzi dei suoi clienti del continente hanno cancellato le prenotazioni.

Il gruppo elvetico del lusso Richemont ha comunicato che le manifestazioni hanno danneggiato le sue vendite


Fitch Ratings ha dichiarato martedì che le turbolenze politiche potrebbero minare la fiducia delle imprese. L'agenzia internazionale di rating finanziario ha inoltre sottolineato la sua preoccupazione sul lungo periodo circa l'inazione dei leader politici e l'erosione dello stato di diritto.
 
La legge del 1992 che autorizza Washington ad imporre un regime doganale diverso a Hong Kong rispetto al resto della Cina continentale è cruciale per la stabilità della città sotto controllo cinese. Affinché sia mantenuto, Hong Kong deve rimanere sufficientemente indipendente da Pechino agli occhi delle autorità statunitensi e di conseguenza queste ultime esamineranno attentamente la gestione delle manifestazioni da parte del governo cinese.
 
Secondo la Camera di Commercio americana, le aziende internazionali sono pessimiste sulle prospettive a breve termine per Hong Kong e il governo dovrebbe prendere misure immediate per affrontare le cause profonde delle proteste.
 
“Le proteste potrebbero durare fino alla fine dell'anno. Rischiamo persino di giocarci il periodo natalizio”, si lamenta Madame Fung, assistente commerciale di un’azienda di skincare, che ha voluto indicarci solo il suo cognome.

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