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Versione italiana di
Laura Galbiati
Pubblicato il
23 gen 2020
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A Berlino, i saloni moda si fanno beffe della crisi

Versione italiana di
Laura Galbiati
Pubblicato il
23 gen 2020

Berlino non è morta! La partecipazione e l’umore generale che regnavano durante la Fashion Week berlinese, dal 13 al 17 gennaio, sono stati migliori del previsto. Soprattutto durante i saloni svoltisi dal martedì al giovedì, dove ogni traccia di scetticismo sembrava essersi volatilizzata.

Il cubo del brand Alife & Kickin a Panorama - Panorama Berlin/Nitzschke


In questo periodo di turbolenze sui mercati, gli operatori del settore hanno bisogno di raccogliere più informazioni possibili. I visitatori sono dunque accorsi in massa nelle differenti location berlinesi: a Tempelhof, al Gleisdreieck, all'Arena e al Kraftwerk.
 
Il che è abbastanza sorprendente, soprattutto dopo le inquietudini espresse nel mese di luglio. Ma non è un segreto che a Berlino, l’edizione invernale è sempre la migliore, mentre in estate buyer e retailer a volte rinunciano a visitare la capitale tedesca.

Ed è probabile che sarà ancora così, soprattutto se si continuerà a posticipare la creazione di un’unica location per tutti i saloni berlinesi, il che permetterebbe di razionalizzare le visite in un’unica giornata.
 
A Tempelhof, trionfo di Panorama, Selvedge Run e Neonyt 
 
Per questa edizione, quanto meno tre saloni sono stati riuniti a Tempelhof. I più scettici hanno tenuto sotto controllo l’organizzazione del salone Panorama, che però ha mantenuto le sue promesse. Sicuramente, il debutto di Panorama a Tempelhof non poteva competere con la grande epoca di Bread&Butter, ma la maggior parte degli espositori, da Timezone a Tom Tailor, si sono dichiarati soddisfatti dello svolgimento del salone.

Marco Lanowy (in alto a destra) e Thomas Bretscher di Tom Tailor si sono detti molto soddisfatti della prima edizione di Panorama a Tempelhof - Rüdiger Oberschür


“C’è qualcosa di molto moderno qui. I visitatori hanno davvero apprezzato le novità e l’atmosfera era super positiva”, ha dichiarato soddisfatto Marco Lanowy, patron del brand Alberto, incrociato nei corridoi del salone. “Abbiamo approfondito i rapporti con i nostri clienti esistenti e sicuramente attireremo nuovi contatti grazie a questa edizione”, gli fa eco Wolfgang Mosebach, CEO di Timezone.
 
Solo la sezione Brand Avenue, installata di fronte agli hangar, sembrava un po’ spersa rispetto all'estensione dell’area del vecchio aeroporto. Neonyt, il salone eco responsabile, ha registrato la crescita più alta in termini di visitatori. Anche Selvedge Run, all’Hangar 5, ha attirato più operatori del settore che mai nelle sue differenti aree. 

Fred Götz, Direttore Artistico di Drykorn,e Erwin O Licher, del brand Herrlicher, sono entusiasti dell'organizzazione di Premium - Rüdiger Oberschür

 
Molte presenze a Premium, Show&Order e Seek

Al Gleisdreieck e all'Arena, tantissime presenze. Premium, con la sua “costola” Show&Order nella Kühlhaus, aveva lavorato sul suo posizionamento, svelando in particolare un nuovo programma e una nuova immagine. Tali cambiamenti hanno avuto un impatto positivo sulla presenza agli stand; in alcuni casi era letteralmente impossibile trovare spazio, soprattutto da Drykorn.
 
Il buon umore regnava ovunque, compreso lo stand di Herrlicher, tornato al Gleisdreieck dopo diverse stagioni, che oggi utilizza solo cashmere italiano riciclato e, al posto della piuma, il bio-poliestere di DuPont Sorona.

Il salone Seek - Rüdiger Oberschür


Anche il brand CG - Club of Gents, che oltre al suo stand nel padiglione 4 ha presentato la sua collezione AI 2020-21 con una sfilata a Festsaal Kreuzberg, si è detto molto soddisfatto della partecipazione all’evento: “per noi questi tre giorni sono stati molto fruttuosi. La partecipazione è stata enorme e abbiamo fatto incontri molto positivi, anche con clienti internazionali”, ha dichiarato Florian Wortmann, capo divisione del brand di prêt-à-porter uomo basato a Hersbruck, in Baviera.
 
Anche al Seek atmosfera e presenze erano delle migliori. Gli espositori, dal brand di denim Wrangler a marchi di calzature come Kangaroos, ci hanno dato riscontri positivi sul salone. Anche il padiglione dedicato al salone Trade Union non si svuotava mai.
 
Alla fine, resta solo una domanda: quale potrebbe essere un’unica location per tutti i saloni berlinesi? Finora, Anita Tillmann, a capo di Premium, si è opposta a questa ipotesi. All’ex aeroporto di Tempelhof, lo spazio non sarebbe sufficiente, perché il numero di hangar disponibili è inferiore rispetto ai tempi di Bread & Butter. Ma questa situazione è scolpita nella pietra?

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