A Firenze e Milano, l'uomo esita tra l'asfalto e la giungla

Dal grande parco di Villa Palmieri sulle colline di Fiesole, che ha ospitato la sfilata di Givenchy vicino a Firenze, a quello di Villa Reale nel pieno centro di Milano, che è servito da ambientazione per lo show di Fendi, questo lunedì mattina, la Settimana della Moda Uomo italiana è tornata allo splendore di una volta mostrando una grande voglia d'estate, di fantasie e di eleganza.

Dolce & Gabbana, PE 2020 - © PixelFormula

Un'ondata di caldo ha attraversato la settimana della moda maschile italiana, che ha segnato l'inizio della stagione a Firenze, lunedì 11 giugno, con il salone Pitti Uomo, e si è conclusa lunedì 17 con l’ultimo giorno delle sfilate milanesi. In senso letterale e figurato, viste le temperature crescenti e la gran voglia di essere in vacanza sotto palme esotiche. Milano, soprattutto, ha riservato le sorprese maggiori, uscendo dal suo solito tran-tran con sfilate organizzate in luoghi inattesi, dalle acciaierie Falck abbandonate per Ermenegildo Zegna, al parco sotto la tangenziale per Sunnei, alla metropolitana per Palm Angels.
 
"Il comune ci ha dato un grande supporto, permettendo alla moda di occupare spazi insoliti. Questo ha creato una bella energia, al di là della qualità delle collezioni. Questa settimana ha anche confermato la bella crescita dei marchi più giovani, come M1992, Magliano, Sunnei e Palm Angels, fra gli altri”, sottolinea Carlo Capasa, il presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana (CNMI).
 
Questo spirito allo stesso tempo festoso e chic si è riflesso nelle collezioni, nelle quali l’abbigliamento formale è tornato in forze, ma con un atteggiamento più casual, mentre lo sportswear è in netta contrazione, o generalmente è meno “sport” e più sobrio. Coloro che osano i maglioni sono rari. Se lo fanno, è in modo elegante, come la felpa in pelle di Zegna.
 
La giacca e la cravatta abbinate sono quasi ovunque, ma la loro struttura è meno vincolata, trovando l’equilibrio perfetto tra comodità ed eleganza. Le giacche sono destrutturate, spesso sovradimensionate o confezionate in tessuti tecnici ultraleggeri. I pantaloni sono ampi e confortevoli, divisi all’altezza della caviglia per garantire un movimento più libero. A volte lasciano che i boxer escano fuori alla vita.
 
Il completo giacca-pantalone viene proposto in modo monocromatico in uno spirito essenziale, la maggioranza delle volte in tonalità neutre o classiche (bianco, beige, grigio, nero, blu cenere). È soprattutto il vestito scozzese ad avere il vento in poppa, così come quello in cotone beige, con la variante short XL, nello stile di un esploratore coloniale. Nello stesso spirito borghese-chic, fanno ritorno in passerella anche la scarpa da barca e il pulloverino appoggiato sulle spalle, le calze bianche e la cravatta. Quest’ultima è a fiori o più severa; l'uomo dell'estate del 2020 ama portarla slacciata o un po’ allentata.

Ermenegildo Zegna, PE 2020 - © PixelFormula

Quest'ultimo non rinuncia comunque alla sua vita intrepida. Le mani libere grazie alle mini pochette, che indossa a tracolla, adotta volentieri l’abito da lavoro o la divisa militare con giacca mimetica e pantaloni a rete. Il kaki è dappertutto, declinato anche in una vena gentleman-farmer. I gilet leggermente felpati, le giacche a vento ultraleggere e impermeabili e le maglie traforate completano questo morbido guardaroba quotidiano.
 
Il vestiario per la prossima estate si prepara anche al grande caldo. La giacca si porta volentieri a torso nudo, il cappello da trekking e il berretto sahariano sono dotati di un velo che copre il collo, mentre i pantaloncini di cotone leggero dalle righe sottili fanno pensare ai boxer. L'accappatoio o il telo da bagno non sono mai lontani.
 
Le stampe sono ispirate ai paesi caldi e tropicali con la giungla come fil rouge. Leopardi, grandi fiori esotici e pappagalli sono declinati in colori vivaci nelle camicie di seta, nei pantaloncini o nelle tute-pantalone. Il nostro uomo ha un punto debole nelle pin-up, viste qua e là sul suo petto sporgente, stampate su una maglietta...

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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