30 nov 2016
“In Biella Factory Stores”: ROS apre a Biella l'outlet diffuso nel centro città
30 nov 2016
Quasi pronto alla partenza il progetto “In Biella Factory Stores”, il primo inner-city outlet d'Italia che, secondo quanto si legge sul quotidiano “Italia Oggi”, aprirà al pubblico entro la prossima primavera/estate 2017 nella strada principale del capoluogo piemontese, Via Italia, con 30 negozi di abbigliamento (cui si affiancherà un’offerta enogastronomica), che in una seconda fase arriveranno ad essere 80 entro il 2018.

A realizzare il progetto di shopping scontato in modalità diffusa per le vie principali del centro storico cittadino – attuato su iniziativa dell'Associazione 015 Biella, presieduta da Luisa Bocchietto (già presidente dell'ADI-Associazione per il Disegno Industriale) che riunisce imprenditori locali ed istituzioni - è ROS (Retail Outlet Shopping), una società austriaca di property management fondata da quattro professionisti provenienti dal gruppo inglese McArthurGlen, che gestiscono outlet in varie nazioni europee (Austria, Germania, Portogallo, Svizzera, Croazia, Polonia, Ungheria) e il ligure “Brugnato-5 terre” in Italia.
Outlet diffuso significa un format che non viene costruito ex novo, ma viene insediato negli spazi già esistenti delle città. La Bocchietto ha riunito progettisti, designer, imprenditori e figure di spicco di Biella per creare un concept che promuovesse le eccellenze locali con il supporto del tessuto imprenditoriale biellese. La scorsa settimana è stato organizzato il primo showcase di “In Biella Factory Stores”, corredato dall'apertura del primo factory store, quello del marchio di tessuti e abbigliamento Piacenza Cashmere 1733, che fa quindi da capofila al progetto.
“Il vero punto cruciale”, ha detto a “Italia Oggi” il direttore generale di ROS Italia, Cesare Nonnis Marzano, “è che l'outlet diventa vetrina del territorio”, e che “si ripropone così la filiera corta tra azienda e cliente”. La società di property management, dopo che i primi 60 esercizi commerciali hanno aderito all'iniziativa dello showcase, sta mappando la disponibilità di 100 immobili di Biella, anche perché ROS sta trattando con altri marchi piemontesi, non solo di abbigliamento, per completare la fase 2.

Intanto hanno sondato il terreno con ROS per realizzare progetti simili altri distretti italiani, di settori che vanno dalla ceramica alle calzature, ma sempre al di fuori delle grandi città, perché “il tema di questi progetti resta l'innovazione e la tematizzazione del retail”, sottolinea Nonnis a “Italia Oggi”, come avvenuto nel caso di Biella, dove le tradizioni culturali locali sono state unite al distretto tessile più importante del mondo nell'intento di contrastare il calo dei consumi che avrebbe quindi impoverito il centro storico.
E come è avvenuto nella simile esperienza realizzata da ROS a Bad Münstereifel, cittadina termale vicino Bonn, che dopo i tagli del governo per il sostegno alle cure di questo tipo è andata in crisi insieme al suo indotto, ma la sua economia si è poi risollevata grazie all'adozione di un sistema di outlet diffuso con insegne omogenee a prezzi scontati. Difficile invece, secondo Nonnis, applicare questo concept alle grandi città, a meno che non si tratti di quartieri a forte vocazione specifica per un particolare settore produttivo.
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