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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
16 mag 2017
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“FT Luxury Summit”: quando il lusso si fa l’autoritratto

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
16 mag 2017

Il 15 e 16 maggio, Lisbona è la capitale europea del lusso. Il “Financial Times Luxury Summit” riunisce 400 professionisti del settore nella capitale portoghese: dai dirigenti di grandi gruppi e firme prestigiose fino alle giovani strutture in cerca di partner.

Nicolas Ghesquière collegato in duplex dal Giappone - FT Luxury Summit


Si tratta quindi di un evento molto importante, che questa volta è stato aperto dal Primo ministro del Portogallo, Antonio Costa, venuto per sottolineare l'importanza del settore per il futuro del Vecchio Continente. “Il lusso è un’opportunità per tutta l’Europa”, ha spiegato. “Noi europei siamo i soli capaci di unire creatività e tradizioni a un tale livello”. E il capo del governo lusitano, in un appello agli investitori, ha naturalmente sottolineato che: “Il Portogallo ha mantenuto la sua tradizione di apertura verso il mondo”.
 
Sì, perché dalla Brexit a Donald Trump, passando per la recentissima possibilità di aver avuto un presidente francese politicamente molto a destra, sono state tante le preoccupazioni per il comparto in questo primo scorcio di 2017. Per l’ex presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, la Francia, vista la sua posizione centrale, ha una grande opportunità ... senza comunque credere in un esodo di massa delle imprese londinesi verso Parigi. “Londra resta una delle piazze economiche fondamentali. Il suo grande vantaggio è la conoscenza e la competenza di cui gode riguardo al commercio in America e in Asia, cosa che gli altri Paesi non hanno”, spiega l'uomo che ora lavora per Goldman Sachs.

Uno dei momenti salienti della prima giornata è stato senza dubbio il collegamento duplex in Giappone organizzato con un Nicolas Ghesquière appena reduce dalla conclusione della sfilata per la Cruise di Vuitton. Una buona occasione per il direttore artistico del womenswear di Louis Vuitton per parlare dell’evoluzione delle prospettive concernenti il settore del lusso, soprattutto per come è visto attraverso le reti sociali o, all’avvicinarsi del Festival del Cinema di Cannes, i red carpet. “Qualche anno fa [il Web] era molto conservatore, le reazioni immediate e molto ostili”, ricorda. Ma oggi “l’atmosfera è cambiata”.

Jonathan Anderson - FT Luxury Summit


Tra i grandi cambiamenti dell’ultimo decennio, ce n’è uno che colpisce particolarmente il creativo. “Trovo molto interessante il fatto che tutte le fibre artificiali siano diventate, in una certa maniera, nobili. Tanti designer le utilizzano ormai ampiamente, soprattutto qui, in Giappone”. A seguito di una domanda posta da FashionNetwork.com sulla sua percezione del see now, buy now, la risposta di Ghesquière è stata tanto sorridente quanto tagliente: “I risultati sono molto discutibili (...). Bisogna far capire ai consumatori perché devono aspettare dopo le sfilate”.
 
Sfilate di cui alcuni profetizzavano una perdita di rilevanza, ma che sono “più che mai importanti”, per il direttore creativo di Loewe e J.W. Anderson, Jonathan Anderson. “Adesso, quando si organizza una sfilata, le persone parlano del percorso per andarci, dell’attesa, del dopo... Ciò crea una "mindmap" attorno allo show per un’ora. E un’ora, nella moda è un tempo enorme”. Lo stilista, che precisa di trovarsi un una “crociata” contro il lusso, indica che la sfida attuale è quella di far durare un marchio nel tempo, davanti a un consumatore che si stanca più velocemente che mai.
 
Per comprendere questo consumatore, la soluzione è semplice, dice Federico Marchetti, CEO di Yoox Net-A-Porter: “Siate il consumatore!”. Il dirigente italiano, pur sottolineando la preponderanza dell’innovazione nel successo del portale, indica che essa vale solo se avvantaggia il consumatore. A una domanda di FashionNetwork.com sulla sua percezione del sito 24 Sèvres di LVMH risponde: “C'è spazio per i concorrenti, questo è un mercato in forte crescita”, dice alla sala. “Soprattutto per un buon competitor come LVMH, se è serio nell’immagine e nei prezzi”.

Federico Marchetti, CEO di Yoox Net-A-Porter - FT Luxury Summit


Altro invitato molto atteso di questa prima giornata era il CEO di Vetements, Guram Gvasalia, che è arrivato dalla sua sede sociale, recentemente spostata da Parigi verso la Svizzera. "Per descrivere il mondo, lo si deve vedere dall’esterno" ha spiegato il dirigente, per il quale “si può essere outside senza essere un outsider”. Dopo aver fatto ridere la platea consigliando ai marchi di sopprimere i loro team del merchandising, Guram Gvasalia ha spiegato che Vetements non intende crescere ulteriormente, pur aprendo comunque la porta a nuovi tipi di prodotto. “Il nostro modello corrisponde al nostro DNA: non necessariamente funzionerebbe con qualcun altro”, avverte però.
 
Il martedì, la seconda giornata della conferenza “FT Luxury Summit” vedrà in cartellone in particolare gli interventi di Jean-François Palus (Kering), José Nevec (Farfetch), Elio Milantoni (Deloitte), Cyrille Vigneron (Cartier) e François-Henry Bennahmias (Audemars Piguet).
 
Versione italiana di Gianluca Bolelli

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