×
1 631
Fashion Jobs
BALENCIAGA LOGISTICA
Balenciaga - Buyer Pellami, Tessuti e Semilavorati Per Pelletteria
Tempo Indeterminato · SCANDICCI
RANDSTAD ITALIA
Ispettore Controllo Qualità Categoria Kids
Tempo Indeterminato · MILANO
GIFRAB ITALIA S.P.A.
Retail Director - Palermo
Tempo Indeterminato · PALERMO
GIFRAB ITALIA S.P.A.
IT Manager
Tempo Indeterminato · PALERMO
PAUL&SHARK
Area Manager Outlet - Centro Sud
Tempo Indeterminato · VARESE
SELECTA
Responsabile Tecnico di Produzione in Outsourcing
Tempo Indeterminato · FIRENZE
MOTIVI
District Manager
Tempo Indeterminato · FIRENZE
NEW GUARDS GROUP HOLDING SPA
Digital Catalogue Specialist
Tempo Indeterminato · MILANO
ADECCO ITALIA SPA
​Retail IT Specialist - Omnichannel
Tempo Indeterminato · SCANDICCI
CANALI
Senior Analyst Developer
Tempo Indeterminato · SOVICO
LAVOROPIÙ DIVISIONE MODA
Controller Estero - Settore Fashion
Tempo Indeterminato · MODENA
WEAREGOLD
ww Sales Force Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
GIFRAB ITALIA S.P.A.
HR Manager - Palermo
Tempo Indeterminato · PALERMO
ADECCO ITALIA SPA
E-Commerce Specialist
Tempo Indeterminato · TREZZANO SUL NAVIGLIO
CAMICISSIMA
Junior Product Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
PAGE PERSONNEL ITALIA
Wholesale Area Manager Area DACH
Tempo Indeterminato · MILANO
BIJOU BRIGITTE S.R.L.
Direttore di Zona (m/f)
Tempo Indeterminato · BOLOGNA
EUROPRINT SRL
Export Manager
Tempo Indeterminato · OTTAVIANO
SKECHERS RETAIL SWITZERLAND
Retail Area Manager
Tempo Indeterminato · LUGANO
STELLA MCCARTNEY
Rtw Production Planner & Controller
Tempo Indeterminato ·
STELLA MCCARTNEY
Supply Chain Planning Analyst
Tempo Indeterminato · NOVARA
BOGLIOLI S.P.A.
Junior IT Application Manager\Junior IT Data Analyst
Tempo Indeterminato · GAMBARA
Di
Ansa
Pubblicato il
3 dic 2014
Tempo di lettura
2 minuti
Condividi
Scarica
Scaricare l'articolo
Stampa
Clicca qui per stampare
Dimensione del testo
aA+ aA-

'Faking it': a New York in mostra l'arte del falso

Di
Ansa
Pubblicato il
3 dic 2014

Due abiti a confronto, da un lato un Gabrielle 'Coco' Chanel del 1966, dall'altro lo stesso. Due esemplari apparentemente uguali in realtà diversi. Uno, infatti, è un originale, l'altro è una copia autorizzata. Il tessuto è lo stesso ma i dettagli fanno la differenza.

Alcuni degli abiti esposti nella mostra - Foto: fitnyc.edu


I due capi sono il biglietto da visita della mostra 'Faking It: Originals, Copies and Counterfeits' allestita dal Fashion Institute of Technology di New York, inaugurata il 2 dicembre scorso ed aperta fino al 25 aprile 2015. Si tratta di una mostra che esplora i vari livelli di autenticità nella moda spaziando dagli originali, alle copie autorizzate passando per le 'diffusion line' fino ai veramente falsi.

Circa 100 pezzi che coprono un arco di tempo di 150 anni provenienti dalla collezione Fit e alcuni dei quali mai messi in mostra prima. "Charles Frederick Worth - ha detto la curatrice Ariele Elia - è di fatto il primo designer ad avere creato una 'griffe' firmando i suoi capi e questo fece delle sue creazioni pane per i denti per i falsari".

Il 'falso' quindi comincia a farsi strada tra la fine del XIX secolo e inizio XX e nel 1914 il numero di falsificazioni delle firme era già arrivato a due milioni. "Gli stilisti - continua - hanno cercato in vari modi di impedire che i loro capi venissero copiati. Madelaine Vionnet ad esempio era solita autenticare l'etichetta con l'impronta del suo pollice. Purtroppo ciò non ha impedito di riprodurre falsi".

Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, le creazioni di Dior erano diventate oggetto del desiderio tra le donne negli Stati Uniti. Un sogno a portata di poche tasche e che ha scatenato la mano dei falsificatori per accontentare tutte le richieste. Così Christian Dior e altri stilisti europei hanno cercato di limitare i danni sia autorizzando i principali department store a vendere copie autorizzate degli originali sia creando linee secondarie da vendere negli Stati Uniti.

Alla fine degli anni '50 è stato invece Emilio Pucci a creare il copyright dell'etichetta firmandola anche. Chanel invece più che 'combattere' il nemico ha preso la copia come una forma di pubblicità gratuita per le sue creazioni.

"Il falso vero e proprio - spiega la Elia - è esploso alla fine degli anni '80, con la Cina ha cominciato a produrre copie contraffatte di nomi come Louis Vitton, Gucci, Chanel. Internet ha fatto il resto, consentendo ad esempio di acquistare borse del valore di migliaia di dollari per poche decine di dollari". Italia, Francia e Regno Unito sono i paesi con le regole più ferree contro la contraffazione. Negli Stati Uniti purtroppo non c'è una legge che protegga il copyright. Nel 2012 è stata proposta una legge ma il Congresso ancora non l'ha approvata.

Copyright © 2022 ANSA. All rights reserved.