"Jihua Park" vuole essere il primo “Touristic Lifestyle Center” cinese

Allo stesso tempo centro commerciale e area ricreativa, il “Jihua Park” che il gruppo cinese Jihua Group ha cominciato a costruire a Chongqing, una delle cinque maggiori città cinesi, e che deve aprire entro la fine di quest'anno, vuole essere una sorta di fiore all'occhiello di un nuovo concetto di turismo. Certamente questa formula esiste già altrove, ma in Cina, dove i classici concept di centri commerciali stanno rallentando le performance, questo “Touristic Lifestyle Center”, come viene chiamato, vuole rappresentare un nuovo modo di vendere.


Per farlo nascere, il gruppo cinese Jihua Group, che possiede attività in campi come il commercio, la metallurgia, l'abbigliamento e i beni strumentali, ha chiamato a collaborare uno specialista italiano del commercio al dettaglio, Arco Retail.

Quattro anni fa, all'inizio del loro rapporto di collaborazione, per la società cinese si trattava di farsi consigliare per un progetto commerciale che doveva essere di un outlet. Nel frattempo, il progetto è notevolmente cambiato ed è stata persino costituita una joint venture tra gli italiani e il Jihua Group per far nascere “Jihua Park”. A tal punto che Luca Bastagli Ferrari, il boss di Arco Retail, come direttore generale di “Jihua Park”, sta per andare a stabilirsi a Shanghai. Per realizzare questo ambizioso progetto (ambizioso in quanto deve essere realizzato in 35 sedi in Cina, con 12 terreni già acquisiti), i soci hanno chiamato l'agenzia Pueblo Paris, con William Lafarge come direttore artistico.

L’idea dei promotori di “Jihua Park” è dunque quella di riunire nella medesima location attività di shopping, di sport-tempo libero (percorso speleologico, parco acquatico, arrampicata, surf, sci al coperto, ecc.) e di hotel/ristorazione. Il progetto si trova esattamente a Liangjiang, a 50 km. da Chiongqing. Una zona situata al centro delle verdi montagne che si trovano fra la parte settentrionale del fiume Yangzi e la parte orientale del fiume Jailig. Una location importante, per ospitare un progetto pensato per essere intriso di riferimenti culturali e naturali. Qui siamo lontani dalle torri di Shanghai, e vi è anche stata inserita un'architettura che fa riferimento ad elementi tradizionali cinesi.


La superficie totale del progetto copre più di 600.000 m2, con una superficie costruita di 193.000 m2. Il settore dedicato alle attività sportive, chiamato 'Sports Hub', conta 18.000 m2. Il centro commerciale comincerà con 30.000 m2. Una seconda fase di costruzione aggiungerà 20.000 m2 e una terza ne apporterà altri 10.000.

Il progetto commerciale comprende due parti. Una conta 85 boutique indipendenti, di gestione classica, direttamente effettuata dalle insegne. L’altra comprende 24 negozi di tipo unico (ma, sembra, negoziabile), di 130 m2. In particolare in questa parte, la gestione si avvicina a quella di uno shop-in-shop di grande magazzino.

“Jihua Park” ha messo in campo una piattaforma che dovrà agevolare l'implementazione dei marchi in questa entità. In sostanza, “Jihua Park” si occupa praticamente di tutto, avendo semplificato le procedure amministrative, assumendo e formando il personale, adattando l'offerta, ecc. Ciò eviterà ai brand di dover creare una struttura in Cina. Gli importi dei costi implementazione arrivano a 30.000 euro per l'assistenza operativa e 20.000 euro per la licenza di vendita al dettaglio. Al costo di 50.000 euro si aggiunge una commissione del 5% sul fatturato. Tuttavia, i marchi devono garantire di impegnarsi su un minimo di tre centri. Hanno già firmato Peuterey, Braccialini, Baldinini, Bottega Del Sarto, Stella Luna, Luxottica, Anne Fontaine, Moleskine, Melloni, Aspinal of London. Anche Diesel sarà presente, ma al fianco delle boutique indipendenti.

Con questo concept, Jihua Group mira ad approfittare del boom del turismo interno in forte espansione. Come sottolinea Luca Bastagli Ferrari, anche se si vedono molti cinesi fuori dalla Cina, solamente il 4% della popolazione ha un passaporto. “Ora si assiste ad un'attrazione sempre maggiore da parte di sempre più persone cinesi per i divertimenti, lo sport e le attività all'aria aperta”.

Jean-Paul Leroy (Versione italiana di Gianluca Bolelli)

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