Wolford mostra risultati in crescita, ma resta in perdita

Lo specialista della calzetteria e della lingerie di lusso Wolford ha attraversato un periodo difficile di recente. Ma ora le sue performance stanno migliorando? Se si guarda ai risultati semestrali pubblicati mercoledì sembrerebbe di sì, visto che il marchio mostra risultati molto più stabili di prima, sebbene sia ancora in deficit. Tuttavia, mercati come la Francia e il Regno Unito restano complicati.

Wolford

Nel periodo da maggio a ottobre, l’azienda austriaca ha registrato un incremento di fatturato del 3,7%, a 70,15 milioni di euro. Nel secondo trimestre, questa crescita è stata del 3%, a 41,06 milioni di euro.
 
I risultati del brand crescono in modo significativo nel primo semestre nel campo delle vendite online, con una crescita del 33% ottenuta grazie a campagne di marketing ben orchestrate.
 
I negozi monomarca di Wolford hanno visto crescere leggermente le vendite, dell’1,9%, mentre le vendite all’ingrosso sono aumentate solamente dell’1,2%.
 
Il risultato netto della firma austriaca (EBIT) migliora, però rimane negativo, con perdite nette nell’ordine dei 6,18 milioni di euro, contro i 7,86 milioni di euro di un anno fa. Un progresso dovuto alla crescita delle vendite, ma anche alla riduzione dei costi fissi. Nel secondo trimestre, il marchio è persino riuscito a realizzare un profitto di 1,04 milioni di euro.
 
In totale, le perdite nette dell’azienda nel primo semestre sono passate dagli 8,07 milioni di euro di un anno fa ai 6,62 milioni di euro odierni.
 
Buone notizie dopotutto, anche se non si può ancora dire che la situazione sia tornata rosea. L’azienda ha tenuto a sottolineare questo ritorno alla stabilità, affermando che il calo dei ricavi di un anno fa era dovuto ad “errori di tempistica”. Errori che apparentemente non ha ripetuto, dato che il fatturato si stabilizza ed anzi aumenta sulla maggior parte dei mercati.
 
Le vendite negli Stati Uniti sono aumentate del 3,7%, mentre sono cresciute del 2,8% in Germania, con l’Italia che mostra una notevole crescita, +8,5%. L’Austria sale dell’8,2%, la Spagna del 7,9%, il Belgio del 5,6%, la Svizzera del 5,4% e la Scandinavia del 2,9%. L’Europa dell’Est è nettamente in testa, con un balzo in avanti del 36,6%.
 
Ma alcuni mercati sono ancora in ritardo, come la Francia, in calo del 2%, e il Regno Unito, dove le vendite sono scese del 5,5%, in un contesto di mercato sul quale la Brexit continua a pesare molto.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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