Vestiaire Collective: il 40% delle e-shopper ha inconsapevolmente acquistato prodotti falsi

La francese Vestiairecollective.com, piattaforma leader in Europa per l’acquisto e la vendita online di abbigliamento e accessori di lusso pre-loved, vale a dire di seconda mano, ha commissionato a Nielsen un’indagine per svelare il rapporto delle consumatrici verso gli acquisti di prodotti su marketplace online e rispetto alla contraffazione: se il 40% delle intervistate ha avuto esperienze di acquisto involontario di prodotti contraffatti, l’85% dichiara di non sentirsi sicura di poter riconoscere il falso.

Una schermata del marketplace - Vestiaire Collective.

Secondo gli ultimi dati emersi dalla ricerca dell’Osservatorio Multicanalità, gli e-shopper nel 2016 rappresentano il 65% degli utenti Internet, cioè 20,5 milioni di utenti con età superiore ai 14 anni. Di questi, il 66% in particolare acquista moda e accessori.
 
Per comprendere il rapporto fra e-shopper e il fenomeno della contraffazione, Vestiaire Collective ha richiesto a Nielsen un’indagine ad hoc. Intervistate a questo proposito 1.000 donne fra i 25 e i 45 anni che abbiano effettuato un acquisto online su un marketplace, si è così scoperto come l'83% del campione abbia effettuato un acquisto almeno una volta nell’ultimo trimestre e che il 59% comperi articoli di moda online almeno una volta a trimestre.
 
Se il 40% delle acquirenti sui marketplace online ha inconsapevolmente acquistato prodotti contraffatti o conosce qualcuno che ha subito questo tipo di truffa, il 56% di chi, in questi, compera anche capi di seconda mano, ha inconsapevolmente acquistato prodotti di marca contraffatti (22%), o conosce chi sia stato vittima di questa frode (34%).
 
Nelle categorie di prodotti contraffatti comprati inavvertitamente le borse incidono per il 56%, seguite da scarpe (18%) e abiti (14%).
 
Con un’esperienza di truffa dichiarata sia online (43%) che offline (56%), è chiaro come la possibilità di toccare il prodotto non garantisca i consumatori dall’acquisto inconsapevole di prodotti contraffatti: l’85% delle intervistate dichiara di non sentirsi sicura di sapere riconoscere un articolo contraffatto, precisa l’analisi di Nielsen.
 
Un terzo delle shopper dichiara inoltre di non essere disposta ad acquistare un capo firmato da un marketplace e, di conseguenza, non consiglierebbe ad altri di farlo. Un ulteriore terzo delle shopper spiega che, pur desiderandolo, non si sentirebbe sicura del proprio acquisto.
 
Il 65% delle shopper acquisterebbe infatti più volentieri e con maggior sicurezza se potesse ricevere da professionisti del settore maggiori garanzie sull’autenticità dei capi.
 
Il sito web Vestiaire Collective venne lanciato con l’obiettivo di offrire una piattaforma online in cui le persone potessero comprare e vendere articoli di lusso di seconda mano in tutta fiducia. Oggi l’azienda ha sedi a Parigi, Londra, New York, Berlino e Milano, dove impiega una forza lavoro di circa 230 persone. Vestiaire Collective si distingue dagli altri marketplace per la sua equipe di esperti, che garantisce appunto un rigoroso controllo dell’autenticità e della qualità degli articoli proposti e venduti sul sito, ricorda il comunicato ufficiale.
 
Oggi il marketplace francese vanta una community di 5 milioni di utenti, vede coinvolti 48 nazioni in tutto il mondo e conta 7 milioni di visite al mese, il 70% delle quali da dispositivi mobili. Sul sito sono proposti più di 400.000 articoli per la vendita e, ogni giorno, ne vengono depositati 3.500.

Sophie Hersen, cofondatrice di Vestiaire Collective

Vestiaire Collective ha recentemente inaugurato il suo terzo centro logistico (dopo quelli di Parigi e New York) a Tourcoing, nei pressi di Lilla, su una superficie di 8.000 m², che servirà a trattare 10.000 prodotti al giorno. I suoi mercati principali sono nell’ordine la Francia, l’Italia, la Spagna, il Regno Unito e la Germania. Lo scorso gennaio il sito ha raccolto fondi freschi per 58 milioni di euro per continuare nel suo progetto di diventare il leader mondiale della vendita di prodotti di lusso d’occasione entro il 2018.
 
Sophie Hersan, cofondatrice di vestiairecollective.com, commenta: «Sette anni fa abbiamo colto l’assenza tra i marketplace di un contesto affidabile, dove i clienti potessero essere sicuri dell’autenticità dei prodotti acquistati. […] Una procedura che ha inizio con l’accurato processo di selezione del prodotto da proporre online, per chiudersi con un controllo fisico di ogni prodotto venduto: un check che avviene nei nostri laboratori e per mano dei nostri esperti. Oggi, aderiamo a Carta Italia con l’obiettivo di affiancare i brand Italiani del lusso, in un’ottica di tolleranza zero verso il falso».
 
Alcuni celebri marchi del lusso collaborano infatti con Vestiaire Collective per mettere a disposizione il proprio know-how, al fine di spiegare come riconoscere i segnali presenti anche nei metodi di riproduzione illegale più sofisticati, e così creando un’esperienza unica nel panorama globale dei marketplace per la lotta alla contraffazione, continua la nota.
 
Sophie Hersan ha anche suggerito i 5 criteri per individuare un prodotto contraffatto: «Il materiale è il primo indizio di qualità di un prodotto: se è vera pelle, tatto e olfatto lo dovrebbero confermare. Quando il prodotto che si sta controllando è una borsa, bisogna poi osservare le cuciture che, se irregolari o imperfette, sono sintomo di scarsa qualità e potenziale contraffazione. Essenziale poi il controllo del logo, un elemento difficile da copiare, perché ogni brand aggiunge dettagli unici ed esclusivi per renderne più complessa la contraffazione. Infine, verificato il numero di serie del prodotto, assicurarsi che la specifica combinazione di colore e materiale esista realmente negli archivi della maison». 

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