Véronique Branquinho torna protagonista delle scene

Véronique Branquinho ha il vento in poppa. “La sua collezione di prêt-à-porter Donna per l'estate 2016 ha fatto scintille. Siamo passati da una quarantina di clienti multimarca a 70, riuscendo a entrare in negozi veramente importanti”, si rallegra Valeria Lanfranchi, la direttrice commerciale della divisione prêt-à-porter di Onward Luxury Group (ex Gibò).

La pre-collezione Véronique Branquinho per l'autunno 2016 fotografata da Ronald Stoops

Il ramo europeo del gruppo giapponese gestisce dall'estate del 2012 il rilancio del marchio della talentuosa stilista belga, di cui è diventato il primo azionista controllandone il 51% delle quote. Dopo una parentesi di quattro anni in cui ha lavorato soprattutto per altre aziende, come il marchio di pelletteria Delvaux, di cui è stata direttrice artistica dal 2009 al 2011, Véronique Branquinho ha fatto un ritorno di successo.

La designer ha creato la propria firma couture nel 1998, sfilando per la prima volta a Parigi all'età di 24 anni. Colpita dalla crisi finanziaria e trovatasi da sola alla testa della sua azienda, aveva dovuto chiudere le linee di prêt-à-porter (Donna e Uomo) nel 2009. All'epoca, l’italiana Gibò, che produceva la sua linea di calzature aveva comunque deciso di continuare a produrla, fino a proporre nel 2012 alla stilista belga di rilanciare la linea di ready to wear femminile.

Nel giro di alcune stagioni, Véronique Branquinho, oggi quarantenne, è riuscita a riscoprire (e a far riscoprire) i suoi marchi e a ritrovare la propria identità, puntando su uno stile classico e senza tempo, contemporaneamente semplice e sofisticato, con un tocco romantico-gotico, in cui sono protagonisti abiti, giacche e pantaloni dai tagli impeccabili. Il tutto garantito al 100% Made in Italy con finiture di qualità e bei materiali.

Véronique Branquinho - Anton Corbjin

Per sottolineare questo ritorno ai fondamentali, quelli che avevano determinato il successo del brand, la designer ha affidato le ultime campagne pubblicitarie al fotografo belga Ronald Stoops, con il quale aveva collaborato per la prima volta nel 1995, nel suo ultimo anno alla Reale Accademia di Belle Arti di Anversa.

Fotografata in un bosco, la prima campagna pubblicitaria che segna questo ritorno, per la cruise collection 2016, non ha mancato di farsi notare. Come l'ultima sfilata della Branquinho di settembre, particolarmente apprezzata dai buyer. Tanto più che è stato effettuato uno sforzo significativo sul versante dei prezzi da parte del produttore, che propone un posizionamento di medio-alta gamma vicino per esempio a quello di Stella McCartney.

La campagna per la cruise collection 2016 di Véronique Branquinho firmata Ronald Stoops

Così, il marchio ricomincia a far parlare di sé e ormai sempre più negozi gli offrono delle vetrine, come in questi giorni “Joseph”, in boulevard Saint-Germain a Parigi, “Joyce”, a Hong Kong e “Stijl”, a Bruxelles. In Italia, la stilista ha anche aperto un pop-up store al 4° piano del grande magazzino La Rinascente di Milano.

Véronique Branquinho ha incrementato il numero degli eventi organizzati con e per i clienti e annuncia per marzo il lancio del proprio sito Web. Mentre in precedenza il suo primo mercato era il Giappone, la stilista vende ormai principalmente in tutta l'Asia, fra Hong Kong, Cina e Corea del Sud, poi in Europa, soprattutto in Francia e in Italia.

Dominique Muret (Versione italiana di Gianluca Bolelli)

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