Tom Ford a tutto tondo: come mantenere attuale il classico, perché sfilerà a New York e come mai non è in vendita

“Io creo vestiti classici, e naturalmente nella moda ci aggiorniamo costantemente in ogni stagione, il che non è così facile come sembra”, ha dichiarato Tom Ford alla presentazione privata della sua collezione primaverile di abbigliamento maschile a Milano.

Tom Ford, primavera-estate 2018 - Photo: Tom Ford

“L’ultima stagione è stata molto cupa, così stavolta volevo tanti colori. Ma alla maniera degli anni ‘70. Con strati, strati e strati su strati di colore”, ha aggiunto con tono entusiasta, mentre giovani modelli sfilavano in una serie di spettacolari smoking in jacquard marmorizzato.
 
I modelli hannno sfilato nella sua sede di Via Borgonuovo, indossando eleganti completi a due bottoni, pantaloni cargo e jeans oversize, “per un look un po’ più trasandato”.
 
Questa stagione segna il 10° anniversario di Tom Ford come casa di moda indipendente, cioè dall’apertura del suo primo negozio monomarca nel 2007. Oggi, lo stilista è alla guida di un’impressionante rete di 128 negozi in tutto il mondo, 26 dei quali di proprietà diretta.
 
La griffe Ford si è proposta al mondo offrendo un’opulenza classica, creando tutti i tessuti internamente. Poi, ha gradualmente aggiunto dei tocchi chic; audaci giacche mimetiche da safari o giacche di jeans in pelle scamosciata, con un motivo stampato leopardato. Ford ha anche trasferito con successo il proprio DNA al mondo degli accessori, come con le catenine in oro che appone su tutti i mocassini. Inoltre, resta un grande sarto, che propone quattro tipi diversi di baveri per le sue giacche.
 
“Non mi sono mai davvero piaciuti i revers stretti, anche quando tutti li facevano così. Come se mancasse del tessuto. E la mia testa non è così piccola. E quindi, con un bavero minuscolo la mia testa sembra grossa. E questo fa ridere”, spiega Tom Ford, che indossa un abito nero sottile, e una spessa cravatta di seta nera.
 
Tom Ford divide la sua vita fra Los Angeles e Londra. Nella capitale del Regno Unito si è recentemente trasferito in Regent's Park, all’interno di, secondo le sue stesse parole, "una di quelle grandi case del patrimonio immobiliare della Corona inglese”. La sua vita professionale si divide fra il Regno Unito e l’Italia, dove viene prodotta la maggior parte delle sue creazioni. Perciò, la sua vita fatta di défilé è itinerante, e ha trascorso gli ultimi cinque anni a trasferire le sue sfilate, a cambiare il loro format e il casting (un mix di grandi attrici, amiche meravigliose e modelle professioniste), presentando le sue collezioni a Londra, New York e Los Angeles.

Tom Ford, primavera-estate 2018 - Photo: Tom Ford

“Ma questa volta, in settembre, sfilerò a New York. Uno show adeguato per una passerella adeguata. Tutto è perfetto. E ci resterò per molte stagioni. Ho provato molte idee differenti. Ho provato di tutto, ma non ha funzionato. Il problema è che la stagione della moda non segue lo stesso calendario di quella delle sfilate. Quando ho fatto il “buy now, wear now” in settembre, normalmente questi vestiti sarebbero stati in negozio in giugno o luglio, ma ho dovuto trattenerli, e ho perso sei o otto settimane di vendita. E nel mese di ottobre bisogna già cominciare con gli sconti. Vale a dire ridurre i prezzi quando i miei vestiti si trovano in negozio da sole sei settimane…. Dunque, abbiamo perso molto tempo e questo ci ha posto di fronte a un problema”, ha ammesso lo stilista.
 
Tom Ford ha lasciato Gucci – griffe che ha portato allo status di superstar – con una certa acrimonia nel 2004, non riuscendo ad intendersi con i nuovi proprietari francesi. Tuttavia, imponendosi un vero e proprio tour de force, è riuscito a creare il proprio brand, le cui vendite attualmente avvicinano il miliardo di euro.
 
Lo scorso anno, l’attività nei prodotti di bellezza di Tom Ford ha raggiunto i 750 milioni di vendite al dettaglio, per un incremento annuo del 52%. E Tom Ford avverte: "Abbiamo una distribuzione rigorosa per i nostri occhiali. Sì, i nostri pezzi sono alti. Eppure vendiamo un milione e mezzo di paia l’anno. Ci stiamo sviluppando rapidamente, ma in modo molto controllato”.
 
Lo stilista non ha voluto parlare degli utili del suo marchio, e ha insistito: “Abbiamo una buonissima azienda, ma non voglio parlare di soldi ora”. È noto comunque che i fondi speculativi erano interessati Tom Ford, in ragione della sua crescita impressionante, del talento del suo direttore creativo e della sua reputazione da rock star.
 
“Ho messo su un’azienda tutta mia per poter fare quello che voglio. E girare dei film, e mostrarli quando voglio. Ho lasciato Gucci con abbastanza denaro per non dover lavorare per il resto della mia vita. Quindi, ne consegue che mi piace fare ciò che faccio. E non sono in vendita”.
 
Versione italiana di Gianluca Bolelli

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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