Tollegno 1900 ha festeggiato i 20 anni del nuovo Lanificio

In un bell’incontro con la stampa della scorsa settimana, il Gruppo Tollegno 1900 ha voluto festeggiare nel suo quartier generale dell’omonima cittadina biellese i 20 anni trascorsi dall’inaugurazione del proprio Lanificio, anticipando progetti di investimenti in ricerca e sostenibilità, di ampliamento della sede e di integrazione della filiera.

La sede del gruppo Tollegno 1900 in Valle Cervo

L’impianto del Lanificio di Tollegno è passato nel corso degli anni da 14.000 metri quadrati a una superficie totale di 30.000 mq, occupa 220 persone (10 nel team stilistico) e produce e commercializza 4,5 milioni di metri di tessuto all’anno. Ogni collezione è composta per il 70% da nuove proposte e mediamente vengono realizzate 2.500 varianti a stagione (5.000 annue). Punto di arrivo della materia prima – proveniente dalla divisione Filati di Tollegno 1900 – è il magazzino filati completamente automatizzato lungo 120 metri dove sono mediamente disponibili 500 mila chili di filati, con oltre 7mila contenitori di rocche.
 
Al gruppo Tollegno Holding fanno capo le società partecipate Tollegno 1900, con la divisione filati e tessuti che ha una propria rete distributiva, e Manifattura di Valduggia, con i marchi Ragno, Julipet e Riabella, che possiede un altro network di distribuzione. “La rete distributiva del prodotto finito è un 60% wholesale, il resto è retail, dotato di una rete di circa 40 punti vendita monomarca a marchio Ragno a gestione diretta, e poi c’è l’online, che sta crescendo”, ha raccontato Lincoln Germanetti, amministratore delegato e presidente di Tollegno Holding. “Per Julipet è stato aperto un negozio a Milano nel marzo scorso nel Quadrilatero in Via Verri - unico marchio specializzato in intimo e notte presente in quell’area - e poi abbiamo un corner in Rinascente, a Piazza Duomo”.
 
Il gruppo Tollegno si approvvigiona di materia prima principalmente da Australia (in particolare Tasmania), Nuova Zelanda e Sud America (Uruguay, Argentina), “Facciamo accordi di fornitura per 4 milioni di chili di lana all’anno”, ha continuato il dirigente di Tollegno, “tosando circa un milione e duecentomila pecore, allevate in condizioni di habitat naturale perfetto per loro. Se le mettiamo in fila indiana sono più lunghe dell’Italia! Comunque c’è molta scarsità di materia prima oggi, perché la tosa ha raggiunto il minimo storico da 100 anni a questa parte. I motivi sono che la lana è una fibra di tendenza in questo momento tra le griffe e i trend setter, è stato fatto un grande lavoro di riposizionamento, partendo dall’alto di gamma, da parte dell’Australian Wool, e poi c’è la Cina che prima non esisteva perché non consumava più di tanto, ci sono le commesse militari; insomma è una fibra che è in grandissima espansione, il cui costo è salito tantissimo”.

Un momento dell'incontro

“Noi di Tollegno realizziamo degli accordi di approvvigionamento in via esclusiva. Compriamo da una fattoria tutta la produzione per un numero definito di anni, saturandone tutta la capacità produttiva e ricostruendone l’intera tracciabilità in tutte le ubicazioni geografiche per farla conoscere al retailer”, ha ricordato Lincoln Germanetti.
 
Germanetti ha poi precisato che la società investe ogni anno il 7% del fatturato in innovazione e ricerca: “Oltre al continuo check durante la fase di tessitura, il tessuto passa attraverso 4 controlli di qualità, che vogliamo mantenere elevata, tanto che negli ultimi 3 anni sono stati sostituiti tutti i telai della sala tessitura, nel reparto finissaggio è stato avviato un nuovo impianto di lavaggio delle pezze, è in fase di installazione una nuova “rameuse” (macchina per l’asciugatura), e abbiamo acquistato nuove macchine per la garzatura, la cimatura e la tintoria”.
 
Nel corso dell’incontro, Tollegno ha voluto ricordare la sua attenzione sul tema della sostenibilità. “Siamo dotati di un depuratore che tratta tutta l’acqua utilizzata dalle 2 divisioni di Tollegno 1900 SpA e da un’altra filatura e tintoria esterna, e anche l’acqua di una piccola parte della cittadina di Tollegno in seguito ad un accordo con l’amministrazione locale”, s’inserisce Giovanni Germanetti, l’AD del Lanificio di Tollegno. “Ogni giorno vengono depurati circa di 2.500 metri cubi di acqua che vengono restituiti al torrente Cervo in Classe A, ma il depuratore può far fronte anche ad oltre 5.000 metri cubi al giorno”.

Da sinistra, Clemente, Giovanni e Lincoln Germanetti

A fine anno verrà installato un nuovo impianto che tramite filtrazione e osmotizzazione permetterà di recuperare fino a 1.200 metri cubi giorno di acqua depurata per essere riutilizzata negli impianti produttivi, evitando il consumo di acqua oggi prelevata da pozzi o acque superficiali. I tetti della zona nuova dello stabilimento, realizzata nel 1997, sono quasi interamente coperti da 12.500 mq di pannelli solari fotovoltaici, che possono produrre energia elettrica fino a 1,4 Megawatt. “Diamo grande attenzione anche al riuso delle stoffe: ciò che scartiamo viene ceduto a ditte esterne per altre produzioni di qualità inferiore”, prosegue Germanetti.
 
Suggestiva la visita alla “Sala della luce” in un edificio a lato dell’headquarter, chiamata così per le grandi vetrate che la illuminano tutto il giorno e da cui si gode un bellissimo panorama sulla Valle Cervo. Lo spazio è utilizzato per eventi e premiazioni, e una volta era occupato dai telai, che così potevano operare in un ambiente sempre luminoso.
 
Infine, dal 2010, Tollegno ha dato il via a una fase di recupero documentale, classificazione e ri-catalogazione del proprio archivio storico. È stato altrettanto emozionante poter toccare con mano campioni, bozzetti, disegni, faldoni d’archivio, manifesti, macchinari d’epoca ed ammirare la loro attualità, e scoprire quanto in realtà gentiluomini e gentildonne di fine ‘800-inizio ‘900 indossassero vestiti dai tessuti più colorati di quanto l’immaginario collettivo sia stato portato a pensare.
 
“La filatura di Tollegno nacque nel 1900 con un capitale sociale di 2.500.000 lire”, ha raccontato ancora Lincoln Germanetti. “La compagine azionaria comprendeva tutte le famiglie più importanti del Nord Italia. Si pensi che la neonata FIAT (1899) aveva un capitale sociale di 800.000 lire, quindi nel secolo scorso gli investimenti venivano tutti indirizzati nel tessile. Lana Gatto nacque nel 1907, primo marchio di filati ad essere stato depositato. Fu una scelta di grandissima lungimiranza, perché all’epoca non esistevano neanche i brand di prodotto finito come li intendiamo oggi. Nel 1946 è stato acquisito il Lanificio Agostinetti e Ferrua (1862) il cui vecchio stabilimento è quello appena dietro la sede del Lanificio, che venne trasformato in Filatura e Tessitura di Tollegno, la cui ragione sociale rimane separata dal Lanificio fino a quando l’anno scorso il riassetto organizzativo ha fuso le entità in Tollegno 1900 nella divisione filati e divisione tessuti”.

L'archivio storico in fase di ri-catalogazione

Ragno è del 1879 ed è stato acquisito nel 1999 e Julipet è nato nel 1954 con il nome di Arcte a Bologna e ha assunto il nome attuale negli anni ’70. Riabella è nato invece nel 1975 e porta il nome di un comune limitrofo a Nord di Tollegno, sempre della Valle Cervo. “Ci piace ricordare questa nostra vicinanza al territorio”, ha puntualizzato Germanetti, “Dal 1946 siamo proprietari dei salti del torrente Cervo, che costituisce la linfa vitale per la lavorazione delle nostre lane e semilavorati, generando da soli l’energia elettrica di cui abbiamo bisogno. Guardando la valle dall’alto si vedono la Filatura di Tollegno, il Lanificio di Tollegno, in fondo la Fondazione Pistoletto, il Lanificio Fratelli Cerruti, e in mezzo il vecchio Lanificio Maurizio Sella, dove hanno realizzato il progetto di incubator e academy Sella Lab di Banca Sella, bellissimo progetto di recupero e valorizzazione di archeologia industriale, tanto che ci piacerebbe in un prossimo futuro realizzare una cosa simile, un “Borgo Tollegno” preservando gli elementi di archeologia industriale e aggiungendovi nuovi uffici, aree comuni e produttive. Da 3 anni organizziamo a maggio il Trofeo Tollegno 1900 revival Lana Gatto, gara di regolarità per auto storiche e moderne per rilanciare il territorio e promuovere le eccellenze della nostra zona”.

All’incontro era assente solo il terzo dei fratelli Germanetti, Clemente, che è il responsabile del marchio Julipet in fase di rilancio, il quale ha recentemente indicato a FashionNetwork che il brand genera per il momento un decimo del fatturato del gruppo Ragno di cui fa parte dal 2013. “Il volume d’affari del 2016 è cresciuto del 30%, ma speriamo di fare di più al termine del 2017, grazie alle novità appena presentate: il ritorno nel beachwear maschile e la prima linea di nightwear femminile”. La distribuzione del brand è per il momento costituita da 600 clienti multimarca italiani. “Continuerà l’espansione retail in Italia nel 2018, ma abbiamo preso contatti per distribuirci in Francia, Inghilterra, Germania, Spagna, Svizzera e Grecia, e stiamo ponendo le basi per svilupparci in chiave omnichannel, perché punteremo molto sul digitale e l’e-commerce”, ha concluso Clemente Germanetti.

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