Supreme apre il capitale a Carlyle

Supreme, sempre guidato dal suo fondatore, James Jebbia, ha inaugurato la scorsa settimana un negozio a Brooklyn. Una superficie che è diventata necessaria per l'etichetta americana, nata nel 1994 nell’ambiente dello skate, che moltiplica le collaborazioni d’eccezione (Louis Vuitton, Lacoste…). In pochi anni, l’hype street di Supreme ha saputo conquistare la sfera della moda, tanto che i newyorchesi sono entrati nel radar di società e fondi d’investimento.

Supreme Brooklyn, 152 Grand Street, a Williamsburg - Supreme/Instagram

In occasione dell’inaugurazione del suo nuovo negozio, la rivista americana “WWD” ha paventato una possibile acquisizione di Supreme da parte del fondo Carlyle, che di recente ha investito pesantemente nei marchi italiani Twinset e Golden Goose. James Jebbia ha confermato lo scorso weekend al sito inglese Business of Fashion di aver ceduto una parte della società al fondo d’investimento. Secondo James Jebbia, l’arrivo di Carlyle consentirebbe a Supreme di controllare la propria crescita fornendo competenze organizzative.
 
La quota esatta acquisita da Carlyle e l’ammontare della transazione non sono stati svelati, ma si tratterebbe della metà del capitale, per un valore di 500 milioni di dollari. Un’operazione che valuterebbe Supreme oltre un miliardo di dollari. Secondo “WWD”, il suo fatturato sarebbe di circa 100 milioni di dollari.
 
Supreme ha inaugurato a New York dopo aver aperto il suo primo negozio a Parigi l’anno scorso. Il brand può attualmente contare su una boutique a Los Angeles, una a Londra e sei in Giappone, oltre agli store di New York e Parigi.
 
Ironia della storia del marchio: alcuni prodotti della collaborazione con Louis Vuitton sarebbero stati rivenduti a cifre fino 25.000 dollari, vale a dire due volte il prezzo che James Jebbia aveva pagato nel 1994 per aprire il negozio di Manhattan.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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