Stella McCartney: abiti dagli scarti degli oceani

Gli oceani muoiono sommersi dalla plastica. In occasione del World Oceans Day, Stella McCartney si allea con la Ong “Parley for the Oceans” per salvare il polmone blu del pianeta minacciato da inquinamento e climate change.

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La stilista, Beatles Royalty, che a New York ha presentato la sua collezione Spring 2018 ispirata all'allegria tropicale dei Caraibi, ha annunciato che utilizzerà una fibra tessile realizzata con oggetti di plastica ritrovati nell'oceano (reti da pesca, detriti e bottiglie) per alcune delle sue prossime creazioni.

Uno zaino Falabella e una scarpa Adidas Ultra Boost realizzate in collaborazione con Parley sono state presentate a un garden party a Chelsea organizzato per lanciare la nuova collezione Spring 2018 della stilista vegana: 20 insiemi dissacranti e coloratissimi presentati da modelle in tableaux vivants ispirati alla vita nelle isole che si mescolavano a celebrità "amiche" sorseggianti tequila come Alec Baldwin, Lauren Hutton, il co-fondatore di Greenpeace Paul Watson a cui è dedicato il nuovo zainetto, Chris Rock, Helena Christensen e Mia Moretti, sullo sfondo della musica reggae di Ky-Mani Marley.

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Le ultime statistiche rivelano che ogni anno negli oceani entrano dai 4,8 ai 12,7 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica. "L'industria della moda deve recuperare il tempo perduto", ha spiegato Stella che da anni ha abbandonato le pelli animali per la realizzazione di borse, scarpe e vestiti. La collaborazione con Parley, tenuta a battesimo in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, ha lo scopo di "prendere qualcosa di distruttivo e trasformarlo in qualcosa di sexy and cool" perché la nuova frontiera del lusso, eè di "essere in grado di respirare aria pulita. In questo siamo tutti sulla stessa sponda".

Sia scarpa che zaino saranno nei negozi ai primi di luglio, mentre per Spring 2018 bisognerà aspettare novembre. Intanto all'Onu è in corso la prima Conferenza Internazionale sugli Oceani.

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"La moda è innovazione e non basta offrire una nuova silhouette o una nuova tavolozza", ha spiegato dall'altro lato della città la figlia di Paul McCartney e Linda Eastman: "Io ora lavoro con scienziati, ambientalisti, gente che cambia le carte in tavola e racconta storie. Un nuovo modo di avvicinarmi al mio lavoro".
 

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