Stella McCartney: “La produzione fashion è francamente piuttosto medievale”

Organizzazione di investimenti dedicata alle tecnologie alternative e sostenibili per la moda, il Fashion Tech Lab (FTL) ha recentemente accolto all’interno del suo CdA la stilista Stella McCartney. In occasione della serata di lancio del FTL il 2 ottobre scorso nella sede parigina di Google, la stilista inglese è tornata per FashionNetwork.com sulle ragioni del suo impegno personale riguardo alle sfide per una moda più responsabile e rispettosa dell'ambiente.

Stella McCartney, accompagnata da Salma Hayek, alla serata di lancio del Fashion Tech Lab - Matthieu Guinebault

FashionNetwork.com: Quali sono le motivazioni che l’hanno portata a impegnarsi nel FashionTech Lab?
 
Stella McCartney: Sono chiaramente molto assorbita da questo tipo di innovazioni e tecnologie. Da Stella McCartney, siamo concentrati sul guardare al futuro della moda. Concepiamo e creiamo in maniera responsabile dei prodotti che siano (lo speriamo) desiderati e che allo stesso tempo permettano al consumatore di possedere un prodotto che abbia un impatto minimo sull’ambiente. Sono molto eccitata dal fatto che la moda e la tecnologia possano andare una verso l’altra in questa maniera. Come designer, questo mi fa sentire pronta a passare allo step successivo, ad entrare nel futuro della moda. Personalmente, io vivo e respiro questi valori nell’industria della moda. Sono dunque contenta che il Fashion Tech Lab attragga i nostri colleghi del settore, perché tutti possano salire a bordo e pensare in questo modo.
 
FNW: Ritiene sia un dovere per gli stilisti trovarsi al centro di questo cambiamento?
 
SMC: Penso che se non cominciamo a pensare in questo modo siamo incredibilmente obsoleti. Oggi non c’è niente di moderno nella catena di produzione e approvvigionamento della moda. Anzi, francamente è qualcosa di piuttosto medievale. Uccidiamo miliardi di animali e lasciamo un'impronta ecologica straordinariamente negativa sul pianeta. È crudele, barbaro e non necessario. Adesso possiamo utilizzare la tecnologia e l’innovazione per cambiare. E se un designer non è entusiasta della produzione sostenibile, francamente non lo capisco.
 
FNW: È forse perché per lei si tratta di un imperativo morale?
 
SMC: Non è semplicemente una questione di dovere morale. È soprattutto che si tratta di qualcosa di nuovo ed emozionante. E che cos’è la moda, se non la novità? Sono meno interessata dai modelli, dai colori o da ciò che fa tendenza questa stagione, rispetto alle ultime innovazioni. Queste sono ciò che mi eccita. Dunque abbiamo bisogno degli stilisti, ma abbiamo anche bisogno dei finanziatori e di tutti gli altri attori che lavorano nel comparto moda. Attraverso il marchio Stella McCartney, possiamo dimostrare che siamo in grado di pensare fuori dagli schemi, essere un agente di cambiamento ed avere un business in buona salute. Se possiamo far incontrare questi due mondi, otteniamo qualcosa di molto importante.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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