Stefanel: anche Banca Mediocredito sottoscrive l’accordo di ristrutturazione e rafforzamento patrimoniale

In un comunicato in data 28 luglio, il marchio veneto di abbigliamento Stefanel ha comunicato che anche Banca Mediocredito del Friuli Venezia Giulia S.p.A. ha approvato e sottoscritto l’accordo finalizzato alla ristrutturazione del debito e al rafforzamento patrimoniale della società, che era già stato sottoscritto una settimana fa da Veneto Banca e da Banca Popolare di Vicenza.

Cardigan lungo in lana - Stefanel

La nota del gruppo della scorsa settimana ha precisato che in base al nuovo accordo il rafforzamento patrimoniale e finanziario avverrà tramite un aumento di capitale riservato, risolvendo la fattispecie di riduzione del capitale sociale al di sotto del minimo legale per perdite.
 
L’azienda di Ponte di Piave (TV), che aveva accumulato perdite per oltre 14 milioni di euro nei primi 11 mesi del 2016, aveva chiesto al tribunale nel novembre del 2016 la procedura di concordato preventivo, che gli consentiva di negoziare coi creditori e trovare potenziali investitori. I salvatori dell’azienda si sono concretizzati pochi mesi dopo e sono il fondo Attestor e la management company Oxy Capital, che ne hanno acquisito il 75% delle quote. Il rimanente è rimasto nelle mani di Giuseppe Stefanel, che guida l’azienda dal 1970, ed è il figlio del fondatore Carlo Stefanel, che ha creato la società nel 1959.
 
Come ricordato dall’agenzia Reuters al momento dell’annuncio dell’operazione, il modello di business di Attestor e Oxy è rilevare la maggioranza di aziende in crisi i cui debiti pesano sui bilanci delle banche come crediti 'unlikely to pay'. Agli istituti viene chiesto di rinunciare al credito fino a quando la società, rilanciata con un nuovo management e un nuovo piano industriale, non sarà rivenduta. Questo schema è stato seguito dai due fondi anche per le caldaie di Ferroli e per Olio Dante.

Maxi pull in lana e nylon - Stefanel

La scommessa di Stefano Romanengo e Stefano Visalli, fondatori di Oxy Italia, è salvare dal fallimento il gruppo di abbigliamento trevigiano con i 25 milioni di cassa fresca forniti quasi esclusivamente da Attestor e dalle banche creditrici (oggi diventati 23,7 milioni, ndr.), oltre a remunerare gli investitori nel giro di cinque anni, quando Stefanel dovrebbe essere rivenduta, ha aggiunto l’agenzia Reuters.

Per rilanciare il brand di prêt-à-porter femminile specializzato nella maglieria, il nuovo management punta su un posizionamento prodotti di fascia media ('affordable quality'), adatti a donne tra i 35 e i 50 anni, lontano dal recente spostamento verso il lusso che ha messo nei guai la società, ma anche dalla concorrenza dei marchi di fast fashion come Zara e H&M, e punterà sullo sviluppo del canale wholesale passando anche per un ridimensionamento della rete retail. Nei piani anche la riduzione del peso dei fornitori cinesi riportando una parte della confezione dei prodotti in Europa (Italia, Turchia, Romania).

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