Settimana della Moda di Parigi: una Fashion Week accorciata ma intensa

Dopo New York, Londra e Milano, Parigi si vede passare il testimone e va a concludere la maratona delle collezioni di prêt-à-porter femminile per l’autunno-inverno 2017/18. Una Fashion Week molto attesa, che appare però meno eccitante rispetto alla sessione precedente di settembre, che poté mostrare una pletora di nuove direzioni artistiche.
 
La sfilata di Chanel dello scorso settembre - © PixelFormula

Circa 5.000 sono i visitatori attesi alle 83 sfilate iscritte nel programma ufficiale, contro le 91 di settembre 2016. Per una serie di ragioni, 12 nomi mancano all’appello in questa stagione. Così la Settimana della Moda di Parigi non si estende più su nove giorni, ma su otto giornate piene, con una media di una dozzina di sfilate al giorno, da martedì 28 febbraio a martedì 7 marzo.
 
Chanel, Dior, Hermès, Lanvin, Louis Vuitton... Saranno presenti tutti i grandi nomi della moda parigina ad eccezione di Givenchy, che ha deciso di saltare questa sessione dopo la partenza del suo direttore artistico Riccardo Tisci. La collezione sarà presentata solo a una ristretta selezione di buyer. Anche Emanuel Ungaro ha dovuto rinunciare alla sfilata, a causa dei problemi col suo produttore che gli hanno impedito di realizzare in tempo la collezione.
 
Altri hanno lasciato Parigi per Londra in questa stagione, come Chalayan o Roland Mouret, che ha voluto celebrare i 20 anni di carriera, o Vionnet, che ha scelto di sfilare a Milano. Invece Carven, in transizione a seguito della recente nomina del suo nuovo direttore artistico Serge Ruffieux, si accontenterà di una presentazione.
 
Non figurano più nel calendario ufficiale dei défilé altri sei nomi che hanno cambiato format per questa stagione, fra presentazioni e performance (Olympia Le Tan, Aganovich, Yang Li, Yde e Dorhoot Mees), mentre Lucien Pellat Finet ha optato per una sola sfilata mista a stagione, che ha organizzato lo scorso gennaio.

Clare Waight Keller presenterà la sua ultima collezione per Chloé - © PixelFormula

Tuttavia, la Settimana della Moda francese potrà contare su quattro nomi nuovi e su un ritorno, quello del marchio svizzero Akris, che aveva sfilato eccezionalmente a New York lo scorso settembre e che entrerà a far parte del calendario parigino domenica 5 marzo.
 
In programma c’è anche l’eccezionale show-evento di A.P.C. lunedì 6 marzo alle 18. Conosciuto per il suo minimalismo e le sue linee senza tempo, il marchio francese fondato da Jean Touitou nel 1987 con il nome di Atelier de Production et de Création, festeggerà in quest’occasione il suo 30° anniversario.
 
Altro momento clou della Settimana sarà l’ultima sfilata di Clare Waight Keller da Chloé, giovedì 2 marzo, perché la direttrice creativa ha lasciato la firma francese.
 
Da segnalare infine l’approdo a Parigi di tre nomi nuovi. La stilista cinese Uma Wang, che finora sfilava a Milano, da scoprire venerdì 3 marzo, e due giovani marchi francesi. Jour/Né e Atlein.
 
Il primo, che sfila da due anni fuori calendario, entra nella corte dei grandi il 28 febbraio, il primo giorno di sfilate. Lanciato con la stagione primavera-estate 2015 dal trio Léa Sebban, Lou Menais e Jerry Journo, il marchio parigino è posizionato nel segmento contemporary e propone un guardaroba quotidiano con un twist fashion o sartoriale.

Uma Wang lascia Milano per sfilare a Parigi questa settimana - © PixelFormula

Fondato nel 2016 da Antonin Tron (32 anni), formatosi all’Accademia Reale di Belle Arti di Anversa e transitato da Louis Vuitton, Givenchy e Balenciaga, Atlein è stato preselezionato per il ‘Premio LVMH’ e ha vinto il premio riservato alle prime collezioni dell’ANDAM lo scorso anno. Il marchio francese con il suo stile minimalista, dove i tessuti drappeggiati in jersey la fanno da padroni, sfilerà giovedì 2 marzo.
 
Molte feste e iniziative parallele animeranno la Fashion Week di Parigi, in particolare la sfilata di H&M il 1° marzo, che propone per la prima volta un collezione “see now buy now”.

(Versione italiana di Gianluca Bolelli)

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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