Settimana della Moda di New York: l’omaggio di Coach a Keith Haring

Stuart Vevers è davvero un “Englishman in New York”, un inglese a New York, come cantava Sting nella sua famosa canzone; e probabilmente, almeno nella moda, l’albionico più popolare da queste parti. E si può capire come mai dalla sua ultima collezione per Coach (un’ode alla Grande Mela), e perché così tante persone – specialmente i britannici – s’innamorino di questa grande metropoli.

Coach - Primavera-Estate 2018 - Prêt-à-porter Donna - New York - Instagram - Winnie Harlow

Da applausi il set – una passerella enorme sulla quale è stato costruita una meravigliosa ricostruzione dei tetti del Lower East Side, completa di scale di sicurezza, luci stradali e una Cadillac, ma tutto verniciato in argento antracite. Proiettato su un muro di mattoni, un video di Keith Haring mentre realizza la sua guerrilla art con la tecnica dello spray-painting su una porta rotta al Bowery. Le immagini del grande artista di strada - dal “Radiant Baby” a vari mostri cattivi – erano ricamante su casacche di pelle scamosciata, giubbotti da baseball satinati e maglioni universitari.
 
“Amavo Keith Haring. Crescendo nel Nord dell’Inghilterra, a Doncaster, ricordavo i suoi lavori ed essendo un ragazzino non sapevo nemmeno che fossero arte. Così ho voluto realizzare questo omaggio al suo lavoro, e anche ai suoi valori”, ha spiegato Vevers, riferendosi al coraggioso impegno di Haring per la liberazione sessuale; così come la lotta per sensibilizzare la gente riguardo all’AIDS e aiutare coloro che ne soffrivano, proprio come lui, morto per la “nuova malattia” nel 1990.
 
Anche se a dire il vero la scintilla ispiratrice di questa collezione primavera-estate 2018 per Vevers è stato guardare Hari Nef – la modella e attrice transgender – ad un party.
 
“Hari stava indossando uno dei nostri nostaligici abiti lunghi stile ragazza della prateria, ma quando la festa è proseguita se l’è tolto, rimanendo con indosso solamente una sottoveste. Quel momento e quell’immagine mi sono rimasti in mente, e ho pensato: è così che la ragazza Coach si vestirà!”, ha sorriso Vevers.
 
Il risultato è stato un affascinante linea di vestiti. Un altro esempio di come Vevers abbia messo nuovamente il suo marchio al centro dei riflettori – sia artisticamente che commercialmente. Era presente nella linea una grande senso di ottimismo newyorchese: nei négligé argentati, nelle vestaglie color oro sfumato o negli abiti da cowgirl semitrasparenti. Eccezionali, sui ragazzi, erano anche le giacche di jeans con inserti in pelle cerata o i giubbotti da pompiere con motivi di Haring paillettati sopra. In effetti, l'intero cast risplendeva mentre sfilava sull’enorme set dentro a Basketball City, arroccato ai bordi del fiume East River.
 
Ironicamente, Vevers vive in una casa di campagna nel più lontano West Village, e non nel Lower East Side, la zona in cui artisti del calibro di Haring, Jean-Michel Basquiat e Madonna sono andati a vivere nei primi anni '80.
 
“È curioso. Il Lower East Side è un pezzo di New York che sembra ancora New York”, ha sorriso, mentre giornalisti e celebrità circondavano in un abbraccio ideale questo molto amato Englishman in New York.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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