Scandalo FIFA: Nike sarebbe coinvolto nel filone brasiliano dell'indagine

Quando si parla di calcio, è difficile non pensare ai due giganti mondiali dello sport. Per essere il brand numero 1 nello sport più popolare del pianeta, Nike e Adidas sono continuamente rivali in un confronto commerciale e di marketing.

Il ministro della giustizia statunitenseLoretta Lynch che ha reso nota la vicenda - Don Emmert AFP

Così, quando è esploso lo scandalo all'interno della federazione calcistica internazionale, i due marchi hanno subito temuto per la loro immagine. Nonostante infatti i delegati dei 209 Paesi membri della FIFA si siano riuniti venerdì a Zurigo, quasi come se nulla fosse successo, per eleggere il loro presidente, l'organizzazione si trova in mezzo a un vero e proprio uragano. Molti dei suoi maggiori dirigenti sono stati arrestati mercoledì dalla polizia svizzera. A seguito di un'indagine partita negli Stati Uniti dall'FBI, questi dirigenti sono sospettati di corruzione.

Al centro dell'indagine ci sono i meccanismi di attribuzione delle fasi finali delle Coppe del Mondo… e le numerose bustarelle che vi sarebbero collegate. Gli statunitensi, che avevano visto respinta la loro candidatura ad ospitare il Mondiale del 2022 a vantaggio del Qatar, hanno voluto vederci più chiaro mettendo sotto la lente d'ingrandimento i metodi utilizzati in America.

Davanti a queste accuse, gli sponsor e i partner della FIFA hanno preso le distanze. L’ONU, la Coca-Cola, McDonald's, ma anche Adidas e Nike hanno chiesto chiarimenti. “Adidas è pienamente impegnato nella creazione di una cultura che promuova i più alti standard di etica e conformità, e ci aspettiamo la stessa cosa dai nostri partner”, precisa in un comunicato il gruppo tedesco. “Non possiamo che incoraggiare la FIFA di continuare a stabilire e mantenere il rispetto degli standard e della trasparenza in tutto ciò che fa”. Adidas è partner della FIFA dal 1950.

Nike indagato ma non nominato
Nike, che non è sponsor ufficiale, ha invece puntualizzato che "crede nell'etica e nel fair-play, negli affari come nello sport, e si oppone con vigore a qualsiasi forma di manipolazione o di corruzione. Noi collaboriamo e continueremo a collaborare con le autorità".

L'assegnazione del contratto di sponsorizzazione della maglia del Brasile è oggetto d'indagine da parte del dipartimento di giustizia americano - Nike

Solo che Nike appare direttamente coinvolto, seppure non sia stato espressamente nominato. Infatti, nel documento di 164 pagine consegnato alla giustizia statunitense, tre pagine riguardano "un gruppo multinazionale dello sportswear con sede negli Stati Uniti" che, secondo il documento avrebbe versato una tangente di 40 milioni di dollari a un intermediario per ottenere il contratto di sponsorizzazione della federazione calcistica brasiliana. L’accordo da 160 milioni di dollari aveva allora una durata di 10 anni. Le date corrispondono, e i profili lasciano pochi dubbi sull'identità di questo gruppo. I complessi rapporti tra lo Swoosh e il calcio brasiliano erano già stati al centro di critiche nel 1999.

Con la giustizia americana che ha nel proprio mirino le azioni dei membri della FIFA e dei loro intermediari, il colosso statunitense non sembra giuridicamente esposto. Ma i suoi team devono assaporare il gusto amaro della pubblicità negativa che deriva da un'indagine per corruzione. Un'opportunità per gli avversari del brand dell'Oregon?

Nike e Adidas hanno generato entrambi più di due miliardi di euro di fatturato con il calcio l'anno scorso, annata della Coppa del Mondo in Brasile. Secondo NPD Group, il mercato globale nel 2014 sarebbe di 12,5 miliardi di euro. Tutti gli attori del settore hanno quindi bisogno di ridare lustro all'immagine appannata del re degli sport.

Olivier Guyot (Versione italiana di Gianluca Bolelli)

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