Ruffini (Moncler) non teme i dazi ed esclude ipotesi cessione

Le tensioni commerciali alimentate dallo scontro USA-Cina sono un elemento di preoccupazione ma la velocità dei cambiamenti e la volatilità sono fattori cui ci si è ormai abituati e possono anche offrire delle opportunità. Lo ha detto il presidente e AD di Moncler, Remo Ruffini, a margine del “Luxury Summit” del Sole 24 Ore, ribadendo che non ha alcun piano di vendere la società del lusso. 

Remo Ruffini - Twitter/Moncler

“Sono preoccupato per definizione”, ha risposto a una domanda sul rischio dazi. “Però il mondo è così da diversi anni. Ci sono state grandi volatilità anche per motivi di terrorismo, volatilità per le valute. Oggi ci sono per i dazi, il mondo è cambiato va ad una velocità molto diversa rispetto a qualche anno fa. Ma credo anche che ogni difficoltà possa essere un'opportunità”. 

Ruffini ha poi ricordato che il primo trimestre “è stato ottimo. Abbiamo davanti più del 60-70% di fatturato da fare. Stiamo lavorando, siamo molto convinti di fare bene. Vogliamo creare una azienda solida con una grande marca e i risultati sono sempre venuti”. 

Quanto all’ipotesi di cessione dell’azienda, eventualmente a investitori esteri, l’imprenditore ha commentato: “per quanto mi riguarda mi sento ancora giovane [...]. Sono convinto che abbiamo ancora molto da fare”. 

Nei primi mesi dell’anno l’azienda ha lanciato il progetto Genius. Il gruppo ha in quell’occasione presentato otto collezioni disegnate da altrettanti stilisti che saranno lanciate una alla volta su base mensile tra giugno e dicembre. 

L’AD a fine maggio aveva dichiarato a Reuters di avere un “feeling molto positivo” sul successo dell’iniziativa. Il nuovo progetto, ha detto l’imprenditore comasco, è rilevante perché segna un cambio di cultura del gruppo e “si basa sull’idea di costruire una comunità forte e di attirare tutte le generazioni”.

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