Richemont perfeziona la sua offerta d’acquisto su Yoox Net-a-Porter

Il gruppo svizzero Richemont, numero due mondiale del lusso, ha reso noti giovedì i risultati definitivi della sua offerta su Yoox Net-a-Porter (YNAP), il portale di distribuzione online di cui ormai possiede il 94,99% delle quote.


La soglia del 90% che era stata fissata come condizione di questa offerta pubblica d’acquisto è dunque stata raggiunta, ha indicato il gruppo ginevrino in un comunicato, precisando che il perfezionamento della transazione avverrà il prossimo 18 maggio ora che l'operazione ha avuto successo.
 
Il titolo di Yoox Net-a-Porter sarà dunque ritirato dalla Borsa di Milano, dove è quotato. E Borsa Italiana ha comunicato che disporrà questo delisting a decorrere dal 20 giugno, disponendo la sospensione delle azioni YNAP dalle negoziazioni per i giorni 18 e 19 giugno.
 
Richemont, che già possedeva quasi il 50% del capitale sociale, aveva rivelato in gennaio la sua offerta per acquistare le quote restanti, proponendo 38 euro per azione ai propri azionisti. Un’operazione valutata quindi circa 2,6 miliardi di euro.
 
Questa acquisizione dovrebbe permettere a Richemont, proprietario in particolare della griffe di gioielleria Cartier e dei marchi di orologi Piaget, IWC e Jaeger-Lecoultre, di rafforzarsi nella distribuzione online, in una fase in cui le vendite sul web di beni di lusso sono in piena esplosione.
 
Yoox Net-a-Porter, specializzato nella vendita di abbigliamento, calzature, borse e gioielli di grandi marche, è nato dalla fusione nel 2015 delle attività della controllata di Richemont Net-à-Porter con il sito italiano di vendite online Yoox.
 
Per il primo trimestre dell’esercizio in corso, ultima pubblicazione dei risultati prima di entrare a far parte del gruppo Richemont, YNAP ha reso note cifre in chiaroscuro, con un volume d’affari in aumento solo dello 0,5%, a 518 milioni di euro, un dato trascinato in basso dai siti che vendono prodotti a prezzi bloccati, e cioè The Outnet e Yoox, ma fatto risalire dai siti che vendono articoli di lusso a prezzo pieno, e quindi Net-a-Porter e gli e-shop gestiti per conto di vari stilisti.
 
Resta da sapere quali cambiamenti implicherà nella struttura societaria questa salita di Richemont a quasi il 95% del capitale, e soprattutto se il CEO Federico Marchetti, che sta garantendo un’operatività di transizione, sarà sostituito o confermato, mentre la composizione del Consiglio d’Amministrazione è già cambiata in modo significativo per predisporre il passaggio della gestione al gruppo svizzero del lusso.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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