Richemont compra il pellettiere milanese Serapian

Richemont aggiunge al proprio portafoglio la storica firma italiana della pelletteria Serapian. Il gruppo elvetico del lusso ha comprato il 100% delle quote del produttore milanese lo scorso agosto, come ci ha precisato direttamente quest’ultimo, confermando le informazioni pubblicate da “MF Fashion” e “TextilWirtschaft”. L'importo dell’operazione non è stato rivelato. Presto dovrebbe essere nominato un Amministratore Delegato.

Richemont aggiunge al suo portafoglio lo specialista italiano dei prodotti in pelle. - serapian.com

La famiglia fondatrice omonima non è più azionista del marchio, però manterrà un ruolo all’interno dell’azienda, come Giovanni Nodari, responsabile di tutte le operazioni, il quale non è altro che il nipote di Ardavast Serapian, figlio del fondatore Stefano.
 
Richemont conosce Serapian da molto tempo, poiché, negli anni ’70 e ‘80, lo stabilimento milanese forniva in particolare le collezioni di pelle di Cartier e Dunhill, due marchi del gigante svizzero, che possiede fra gli altri Jaeger-LeCoultre, Piaget, Lancel, Chloé e Azzedine Alaia.
 
"Il gruppo ha potuto sperimentare la qualità della sua produzione. Un know-how estremamente raro ed eccezionale nel lavorare la pelle. La strategia, con questa acquisizione, consisterà nello sviluppare la firma italiana, mettendo a disposizione il suo savoir-faire storico alle griffe del gruppo che lo vorranno, naturalmente continuando a lavorare per altre firme del lusso", spiega a FashionNetwork.com il nuovo direttore della comunicazione, Maxime Bohé.
 
L’azienda Serapian è conosciuta soprattutto per la sua esperienza e competenza nelle pelli esotiche, che continuerà a proporre. Altro asse di sviluppo: il su misura, attività storica dell’azienda di pelletteria, soprattutto nei decenni dal 1960 alla fine degli anni ‘80. Tutte le collezioni sono prodotte in Italia, nel laboratorio milanese di Via Jommelli, dove si trova ancora il laboratorio, oltre a un negozio e alla sede dell’azienda, e nella fabbrica di Varese.
 
Arrivato in Italia negli anni ‘20 per sfuggire ai massacri turchi, l’armeno Stefano Serapian debutta nella pelletteria nel 1928 producendo borse con ritagli di pelle. Il successo non tarda ad arrivare e l’attività cresce attorno a un team di artigiani. Con sua moglie Gina Flori apre nel 1945 la sua prima boutique-atelier in Via Jommelli a Milano facendo nascere la casa che porta il suo nome. Nel 1973, suo figlio Ardavast va a guidare l’azienda, portando il marchio a posizionarsi su scala internazionale.
 
"Serapian si rivolge prima di tutto ai conoscitori della pelletteria. Vogliamo mantenere questo posizionamento esclusivo di alta gamma e grande qualità uniti a un’idea di autenticità e rarità", sottolinea Maxime Bohé.
 
Serapian possiede quattro negozi in proprio (Roma, Venezia e 2 a Milano) e un negozio in franchising a Los Angeles. La griffe è distribuita in una rete alquanto selezionata di poco meno di un centinaio di punti vendita nel mondo. Il suo mercato principale è il Giappone, seguito da Russia e Italia.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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