Ralph Toledano ha lasciato il gruppo Puig

Ralph Toledano ha lasciato la sua posizione di presidente della divisione moda del gruppo Puig, così come la presidenza dei marchi Nina Ricci e Jean Paul Gaultier. Considerato uno dei dirigenti più rispettati nel campo della moda e del lusso in Francia, Toledano rimarrà presidente della Fédération Française de la Couture, du Prêt-à-Porter, des Couturiers et des Créateurs de Mode (la Federazione Francese dell'Alta Moda, del Ready-to-Wear, dei Sarti e degli Stilisti di Moda, organo di governo della moda in Francia, ndr.), ruolo che occupa dal 2014 e per il quale è stato rieletto all’unanimità in occasione dell’assemblea generale di giugno 2016.

Ralph Toledano - Puig

“In realtà, mi sono effettivamente allontanato alla fine di gennaio. Ho lasciato perché avevo fatto ciò che doveva essere fatto, perché ho messo Jean-Paul Gaultier sulla strada giusta e ho adottato tutti gli ingredienti necessari per il successo di Nina Ricci, come Guillaume Henry ha mostrato nel suo ultimo show di questo mese”, ha affermato Toledano a FashionNetwork.com.
 
Toledano è stato a lungo conosciuto come un brillante scopritore di talenti. Mentre si trovava da Guy Laroche, nei tardi anni ‘90, ha scoperto e ingaggiato Alber Elbaz, facendo partire una delle carriere più emozionanti nel mondo della moda degli ultimi due decenni. Sydney Toledano ha anche assunto Guillaume Henry per Nina Ricci e Julien Dossena da Paco Rabanne – due giovani stilisti francesi acclamati dalla critica.
 
“Avevo fatto il mio lavoro ed era il momento di andare avanti. Ho davvero apprezzato molto quei cinque anni, specialmente lavorare con i team che avevo messo insieme. Ora ci sono grandi persone in quegli incarichi”, ha aggiunto Toledano, che ha poi rivelato a Fashion Network che ritornerà in una già identificata posizione esecutiva in autunno, dopo essersi preso una meritata pausa.
 
Da Nina Ricci, Toledano ha nominato Sophie Templier nuovo amministratore delegato della casa di moda. “Sophie ha lavorato con me per 15 anni e io l’ho istruita per sostituirmi”, ha proseguito Toledano, che ha anche nominato un nuovo CEO da Gaultier, Sophie Waintraub.
 
Presso Gaultier, ha gestito il ridimensionamento del reparto moda del vulcanico stilista francese, chiudendo la sua attività nel prêt-à-porter che generava solamente perdite, mantenendo però il business del brand nell’alta moda. La divisione di profumi di Gaultier, un tempo di proprietà della giapponese Shiseido, è stata sempre altamente redditizia, e Puig ne ha preso il controllo lo scorso anno.
 
Nel corso degli ultimi due anni, Kering ha cambiato più della metà dei CEO della sua scuderia di aziende del lusso, mentre Burberry ha scelto il nuovo CEO, Marco Gobbetti, prelevandolo da Céline, e Ralph Lauren ha licenziato il CEO Stefan Larsson. Alla domanda se pensava che la sua partenza rappresentasse un'ulteriore espressione dello sconvolgimento in atto fra gli alti gradi manageriali nell’universo fashion, Toledano ha respinto quest’idea.
 
“Direi che a Kering abbiamo assistito alla fine della banda di Tom Ford dall’originale Gruppo Gucci, e ci è voluto quasi un decennio perché ciò accadesse”, ha detto Toledano, riferendosi al designer statunitense che insieme con l'allora amministratore delegato di Gucci, Domenico De Sole, ha acquistato un gran numero di brand (in particolare Bottega Veneta, Stella McCartney, Balenciaga e Alexander McQueen) in un pacchetto di acquisizioni importanti all’inizio di questo secolo per il gruppo che sarebbe poi diventato l’attuale Kering.
 
Per quanto riguarda Burberry, Toledano ha sostenuto che tale società aveva “semplicemente capito che era una cattiva idea avere un designer (Christopher Bailey) che fosse anche il CEO, e dopo due anni hanno assunto un dirigente di alto livello, Gobbetti, per correggere questa anomalia. E mi ricordo che Marco era stato da LVMH per circa un decennio. Invece, per quanto concerne Ralph Lauren, direi che è stata la classica storia della difficoltà di portare un nuovo manager in un’azienda a controllo familiare”.
 
Tuttavia, ha ammesso: “C'è un sistema che vuole trovare il capro espiatorio. Se le cose non vanno bene, la colpa è sempre del CEO o dello stilista. E, in effetti, il mercato è alquanto difficile da affrontare oggi”.
 
Con sede a Barcellona, il Gruppo Puig è uno dei 10 maggiori gruppi del lusso d’Europa, e ottiene la maggior parte dei suoi ricavi dal business dei profumi, principalmente per le quattro case di moda di sua proprietà, con Carolina Herrera e Paco Rabanne che affiancano Ricci e Gaultier. L’azienda ancora a conduzione familiare crea anche su licenza i profumi di Valentino, Prada e Comme des Garçons. Mentre i Puig sono riusciti a far crescere i propri affari nei profumi in maniera considerevole, portandoli a generare un fatturato di circa 1,5 miliardi di euro all'anno, i loro investimenti nella moda sono stati meno spettacolari. C'è la percezione che una certa spavalderia catalana e l'atteggiamento altezzoso del gruppo in qualche modo somiglino alla posizione che ha il Barcellona nel calcio, e che quindi abbia fatto della famiglia Puig dei manager poco saggi e avveduti (forse addirittura poco adatti) nel gestire aziende di moda, che dipendono soprattutto dal garantire a stilisti sensibili totale indipendenza creativa e appoggio finanziario.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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