Puma: Kering potrebbe cedere il marchio nel 2018, secondo vari analisti

Da quando Puma è stato acquistato da PPR (oggi Kering) nel 2007, gli ambienti degli analisti finanziari ripropongono con cadenza regolare l’idea di una cessione del marchio di sport-lifestyle, ricordando la mancanza di sinergia tra il brand e il resto del business del gruppo, orientato sui marchi di lusso (Gucci, Balenciaga...).

Puma sarà presto ceduto? - Puma

Ora questo scenario sembra più che mai d’attualità, se crediamo a una serie di note pubblicate dai team di analisti di grandi banche e studi in queste ultime settimane, in cui è anche menzionata chiaramente la concreta possibilità di una vendita nel 2018.
 
Ci sono vari segnali ed indicatori che fanno presagire la concretizzazione di tale scenario. Come avevamo rilevato lo scorso maggio, François-Henri Pinault ha deciso di fare un passo indietro ed è uscito dal CdA del gruppo tedesco. Ma soprattutto, il valore dell’azienda in Borsa è cresciuto molto, sfiorando di nuovo i 330 euro per azione (il 5 ottobre), pagati già dieci anni fa. Kering aveva sborsato all’epoca 5,3 miliardi di euro. Puma sta registrando un netto aumento delle vendite e un grande miglioramento dei coefficienti finanziari, che continua ormai da parecchi trimestri.
 
"La nuova dinamica delle vendite e il miglioramento dei margini operativi potrebbero aprire la strada a una cessione”, sostiene Thomas Chauvet, analista di Citi, citato da Reuters. L'agenzia di stampa indica anche che una nota di HSBC stima che il gruppo Kering sia “finalmente riuscito a rientrare delle spese sostenute, dopo dieci anni, il che rende un’uscita di Puma più probabile”.
 
In effetti, la valorizzazione di Puma a 5 miliardi di euro oggi potrebbe soddisfare Kering (che dispone dell’86% delle quote del brand), mentre nel 2016 François-Henri Pinault aveva precisato di non aver intenzione di cedere il Felino, né nel 2016, né nel 2017.
 
Resta il fatto che Kering è un potenziale venditore sicuro, ma i compratori capaci di concretizzare un’acquisizione di tali dimensioni, su un asset che non ha ancora la redditività di Nike e Adidas, sono poco numerosi. Tanto più che in questo settore anche la questione della vendita di Reebok da parte di Adidas riemerge periodicamente. Gli osservatori accennano a fondi asiatici, senza però indicare dei nomi probanti o solidi.
 
Reuters sottolinea che Kering dispone di alternative finanziarie: immissione sul mercato o scissione poi distribuzione dei titoli agli azionisti. Per il gigante del lusso, una cessione di simile portata gli darebbe nuovi mezzi per espandere il proprio portafoglio di marchi. E allora Pinault potrebbe privilegiare un'acquisizione sul dinamico mercato dei gioielli.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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