Pitti Uomo 92: Replay fa rotta sul Sud America e prevede un +10% per il 2017

Matteo Sinigaglia, CEO di Fashion Box S.p.A. - Replay

“Il primo anno sarà di posizionamento qualitativo, con l’apertura di uno store in ogni Paese; poi ci sarà un roll out plan alquanto aggressivo in Brasile, dove abbiamo già inaugurato uno spazio di 160 metri quadrati a San Paolo e dove puntiamo ad arrivare a 30 negozi nell’arco di 4 anni”, ha raccontato a FashionNetwork Matteo Sinigaglia, CEO di Fashion Box S.p.A., a cui fa capo il marchio Replay. “Il format di queste nuove aperture prevede spazi più contenuti, con un grande focus sul denim, nostro core business, e una maggiore interazione con la clientela”.

Sul fronte europeo, il primo mercato per Replay è la Germania, che pesa per il 27% sul fatturato, seguito dai Paesi Scandinavi e dall’Italia; il nostro Paese è il mercato cresciuto maggiormente nell’ultimo anno, con un incremento di circa il 30%. A partire dal 2018, Replay prevede alcune aperture attentamente selezionate anche in Europa.

Lo stand Replay a Pitti Uomo 92 - DR

“Abbiamo avuto due anni di turn around, il 2016 si è attestato a 227 milioni di euro, abbiamo riportato l’EBITDA in positivo e prevediamo una crescita superiore al 10% nel 2017”, ha spiegato Sinigaglia. “Stiamo raccogliendo i frutti del lavoro portato avanti negli ultimi tre anni, in cui ci siamo concentrati molto sul denim, nonostante le fluttuazioni del comparto, con innovazioni di materiali e fit. Grazie a queste innovazioni la donna, che rappresenta il 35% del nostro fatturato contro il 65% dell’uomo, ha iniziato a crescere più dell’offerta maschile”.  

In termini di multicanalità, Replay sta lavorando per creare due tipi di offerta tra loro complementari che consentano la crescita sia del mondo online che dei negozi su strada.

Replay, primavera/estate 2018

“Oggi la strada soffre rispetto all’e-commerce, e non solo per i costi più elevati di affitto e personale”, ha commentato a tal proposito Sinigaglia. “L’approccio è differente: nei negozi su strada il cliente compra ciò che gli piace e che lo colpisce, è un acquisto più impulsivo ed emozionale, mentre online l’acquisto è più ragionato, si cerca quello di cui si ha bisogno. Ritengo che per uscire dalla crisi il modo di approcciarsi al consumatore finale sarà determinante: i negozi dovranno sempre più fornire un servizio di styling tailor made che renda più interessante comprare per strada. Noi ci stiamo muovendo in questa direzione”.

Oggi l’e-commerce diretto di Replay pesa per circa il 3% sul fatturato, per arrivare a un 15% se si considera l’e-commerce allargato; è prevista una crescita organica del canale, proporzionale alla crescita della clientela online.

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