Pitti Uomo 92: Piquadro, progetti di opening e linee sempre più tecnologiche

Il marchio bolognese di pelletteria fondato da Marco Palmieri nel 1987, e recentemente impadronitosi del brand fiorentino The Bridge, sta puntando sempre più sulla tecnologia e prosegue l’espansione retail. “Realizzeremo 3 o 4 aperture di negozi Piquadro entro la fine di quest’anno”, riferisce a FashionNetwork.com Marco Palmieri dallo stand di Pitti Uomo. “Forse anche per The Bridge, che ci sta sorprendendo, perché stiamo vendendo i suoi prodotti molto più di quanto credevamo, e che ci dà la possibilità di aggredire maggiormente il segmento delle borse da donna”.

Lo stand di Piquadro a Pitti Uomo 92 in Fortezza da Basso disegnato da Jonathan Calugi

“Cercheremo di rispettare la tradizione e il DNA del brand se possibile più di quanto faceva la precedente proprietà. All’interno dell’azienda fiorentina abbiamo trovato un’expertise nei tagliatori e negli altri artigiani che è clamorosa. Innanzitutto abbiamo curato l’immagine della nuova campagna pubblicitaria di The Bridge dando al brand un posizionamento sullo stile hippy-hipster, perché i concetti di unione e condivisione che propugnavano gli hippy sono tornati d’attualità in questa epoca dello sharing, e poi perché è molto vicino ai valori della marca: loro, si può dire, ‘sono’ il cuoio. Un cuoio vegetale, ecologico, fatto a mano a Firenze”.
 
Palmieri ha anche un’altra attività: possiede una holding nella finanza con la quale compra società private o pubbliche. Per esempio, sono stati investitori di Yoox, operazione che ha determinato un elevato capital gain. “Recentemente abbiamo investito in UK in una start-up nata in Inghilterra due anni fa, un marketplace per giovani stilisti che si chiama SilkFred.com. Ne possediamo il 10% per ora. Partita da zero, la realtà inglese ora genera 30 milioni di fatturato”.
 

Lo zaino-portacomputer "Coleos Bagmotic" di Piquadro

Al Pitti Uomo di giugno a Firenze, il marchio bolognese ha scelto di presentare le innovazioni basate sul concetto di “Bagmotic”. I suoi trolley e zaini diventano ancora più smart grazie a una sorta di bag automation che l’azienda sta continuando a sviluppare esplorando progressivamente la moderna filosofia dell’Internet delle Cose.

Già dotati di una batteria integrata che ricarica lo smartphone per semplice contatto (“essendo molto ottimizzato il prodotto, riponendovi il dispositivo costantemente all’interno, la carica in questo modo può durare mesi”, assicura Marco Palmieri), di una maniglia che pesa il trolley e di un dispositivo di allerta in caso di furto o smarrimento (“Se ti rubano la valigia o te la scordi in treno, ti squilla il cellulare”), i prodotti Piquadro “Bagmotic” vengono ora equipaggiati con un lucchetto Bluetooth, ma soprattutto con un GSM che permette la rintracciabilità (tracker) ovunque nel mondo, il dispositivo ha anche i permessi avionici, cioè può andare in aereoTramite poi la app ‘Connequ’, disponibile sia per smartphone sia per smartwatch, si gestiscono tutte le funzioni disponibili e, nel caso dello zaino, si possono anche accendere le luci posteriori, che cambiano da bianco a rosso quando si frena.

Jonathan Calugi

Lo stand di questo Pitti Uomo 92ma edizione è stato concepito da Piquadro in collaborazione con l’artista pistoiese Jonathan Calugi, che ha già all’attivo progetti per aziende innovative, come Apple, Nike, Airbnb e Google, il cui tratto personalizza già i più importanti progetti dell’azienda bolognese: i trolley interattivi della linea “Bagmotic” e il contest per le migliori idee di business “MyStartup Funding Program”.

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