Pitti Uomo 92: Basquiat e l'arte voodoo ispirano Hugo

Basquiat e l'arte voodoo hanno ispirato la nuova collezione del marchio contemporary del Gruppo Boss, Hugo, disegnata dai responsabili creativi Jenny Swank Krasteva e Bart de Backer, che ha sfilato in notturna negli spazi della vecchia Manifattura Tabacchi, a Firenze, presentando un défilé dagli accenti etnici ricco di tono e leggerezza.

Confort e nonchalance caratterizzano la nuova collezione - Hugo

Erano nove anni che l'azienda tedesca non sfilava al Pitti Uomo (giugno 2008 con Boss Orange). Hugo Boss si è profondamente riorganizzato quest'anno, dividendo ora la propria offerta in sole due linee: la principale (Boss), nella quale sono confluite le linee Orange e Green, e la collezione giovane (Hugo, appunto), lanciata nel 1993, che oggi rappresenta il 10% delle vendite totali del gruppo.

La collezione disegnata dai due stilisti, rispettivamente a capo delle linee donna e uomo, inizia con il simbolismo voodoo, che prende forma in colorate pennellate sugli abiti femminili lunghi e sulle maglie maschili.

Outfit bianchissimi per Hugo - FashionNetwork (ph DM)

La linea della silhouette dei capospalla prende spunto dalla postura delle fotografie di Basquiat. Con il suo DNA fuori dagli schemi il marchio del gruppo Boss guarda all'artista come a un outsider, come lo era Jean-Michel Basquiat (1960-1988) indimenticabile writer e pittore afro-americano, amico di Andy Warhol e Keith Haring, con cui condivise lavori e amori, compreso quello per le droghe che lo uccisero presto.

Dopo la sfilata su una passerella di 80 metri dipinta con disegni voodoo e illuminata da centinaia di candele, concerto della rapper M.I.A.

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