Paris Fashion Week: i trend della primavera-estate 2018

Le collezioni di prêt-à-porter femminile per la primavera-estate 2018, presentate a Parigi dal 25 settembre al 3 ottobre, hanno messo in evidenza in particolare 10 grandi tendenze, confermando la creatività della piazza parigina. Gli stilisti hanno disegnato i contorni di una donna nuova, sempre più versatile e portata per il mix & match, i cui vestiti sono decomponibili e intercambiabili, fra capi molto classici rivisitati e costruzioni futuriste.
 
1) Il trench
 
Agnès B propone il trench maxi 

Questo capo classico del guardaroba chic femminile s’impone come l’elemento imprescindibile della prossima estate. Se molti lo propongono nella sua versione più semplice, spesso indossato come un abito, stretto in vita da una cintura di grande formato, la maggioranza degli stilisti ha preferito rivisitarlo: trasparente da Chloé, tagliato da Maison Margiela, stile accappatoio-arazzo da Dries Van Noten, con grandi polsini ripiegati da Céline.
 
2) Black & White 
 
Guy Laroche, la femme fatale in bianco e nero

L’eleganza parigina passa attraverso il ritorno di questo grande classico. I look in bianco e nero sono dappertutto; molto spesso completano da soli l’intera collezione, come da Guy Laroche. Invece, Mugler, Balmain, Ann Demeulemeester, Olivier Theyskens, Off-White, Lutz Huelle hanno offerto le più interessanti variazioni sul tema. Con una menzione per il sexy di Isabel Marant, che osa il grembiule di pizzo bianco indossato sul body nero.
 
3) Effetto sfera-spalle gonfie
 
Anrealage ha creato l'abito-paracadute

In una visione più addolcita della donna, gli stilisti hanno lavorato soprattutto sulle forme arrotondate in questa stagione, per approdare molto spesso al concetto di bozzolo, che avvolge il corpo. In particolare, il busto e le spalle, che si gonfiano in modo smisurato con una grande quantità di maniche a palloncino direttamente provenienti dagli anni ‘80. Anthony Vaccarello è senza dubbio colui che si è espresso meglio in questo tipo di esercizio proponendo delle minigonne e degli abiti a palla ribollenti di taffetà, piume o pelle. Le stesse forme vaporose e sferiche si sono viste da Thom Browne, che si è anche esercitato nella scultura con le sue donne-omini Michelin, così come Rick Owens.
 
4) Gli effetti delle maniche 
 
Da Sacai, le maniche si annodano sul petto

Le maniche scompaiono dalle spalle (gli abiti estivi con maniche cadenti e i top a spalle nude sono onnipresenti)… per moltiplicarsi sul corpo in costruzioni inattese. Così, l’abito a maniche lunghe annodate intorno alla vita si trasforma in gonna. O come da Y-Project, che ha presentato una delle collezioni più interessanti della stagione, una mantella di cotone ornata da due maniche annodate al collo si confonde con una camicia tono su tono. Lacoste fa lo stesso gioco con un pull intrecciato a quattro maniche. Così come Sacai, che utilizza le maniche delle giacche, tute e altre camicie tanto per stringere i vestiti al petto che come decorazione.
 
5) Il foulard


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Christian Wijnants veste le sue donne con foulard persiani - © PixelFormula

Quintessenza dell’eleganza, il carré di seta riappare al centro della scena. Lo si è visto annodato attorno alla testa delle modelle a Milano. Lo si ritrova a Parigi in superbe gonne-perizoma, su una spalla, o ancora a sottolineare il fianco di un abito nero da Dries Van Noten. In sete persiane, si trasforma in abito con spalline sottili da Christian Wijnants. È annodato in un turbante in stile corsaro da Liselore Frowjin.
 
6) Il velo schermante
 
Liselore Frowjin, primavera-estate 2018 

Tantissime le trasparenze viste sulle passerelle delle Big Four, ma mai come a Parigi veli e tulle sono stati utilizzati per servire da filtro colorato, come da Atlein, o da schermo virtuale posto su un altro indumento per marcare una sottile distanza, o al contrario svelare e personnalizzare una mise. Un velo cosparso di spille e fermagli nobilita così la giacca di tartan di un tailleur-pantalone da Dries Van Noten. Da Altuzarra è una rete che copre un cappotto. Da Chanel e Balmain, la plastica trasèparente affianca il tessuto.
 
7) Le increspature
 
Paskal, primavera-estate 2018 

Dopo i pizzi, le frange e le balze, che comunque hanno ancora il vento in poppa, tocca alle crespe di tessuto entrare prepotentemente nel vocabolario degli stilisti. Gli abiti sono plissettati per creare dei volumi nuovi e delle forme scolpite. La tecnica è utilizzata anche su dei top o in abiti fatti con il tessuto dei paracadute (Aalto), e in alcuni stivali (Y-Project).
 
8) Gli stivali allacciati 
 
Mascara propone gli stivali a mezza coscia allacciati

Gli stivali allacciati sul davanti saranno un must della prossima estate. Non c’è un designer che non abbia proposto la sua versione di questi stivaletti, realizzati di volta in volta in stile can can francese, pattini da ghiaccio o spartano.
 
9) I bottoni
 
Anne Sofie Madsen gioca sulla dimensione dei bottoni

Questo accessorio torna protagonista come ornamento a sé stante. Spesso sono diversi gli uni dagli altri e si girano attorno al collo come una decorazione. Molto grossi, dorati o argentati, si notano immediatamente. Gli stilisti giocano anche sulle abbottonature irregolari per creare delle pieghe nel tessuto, come da Yojhi Yamamoto, dove le righe di bottoni neri, bianchi o rossi ridisegnano integralmente la struttura del vestito. Da Victoria/Tomas, l’alternanza fra bottone a pressione e bottoni a fiore caratterizza il contrasto femminile/maschile. Talbot Runhof opta per dei vistosi bottoni-gioiello. Altrove, come da Isabel Marant, rivetti e bottoni automatici formano dei disegni.
 
10) L'effetto quadretti
 
Victoria Tomas, i quadretti versione Madras 

L’abito a quadri o quadretti bianchi e neri si annuncia come la hit della prossima estate. Questo grande classico è proposto da quasi tutti i designer in varie versioni, dalla djellaba di Sonia Rykiel alla sottoveste a scacchi di Christian Dior. Junya Watanabe trasforma per estensione i grandi quadrati neri su fondo bianco di alcuni completi in pois giganti in altri outfit dalla grafica geometrica.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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