Paco Rabanne: l’omaggio di Julien Dossena al fondatore

Ecco un esempio di ciò che si definisce rispettare il DNA di un marchio. Sin dalla nascita, la casa di Paco Rabanne s’ispirava a una certa visione del futuro, basata sull’utilizzo di materiali nuovi, quelli metallici su tutti. Un ritorno a quando il futuro era la cosa più bella che si potesse immaginare.

Paco Rabanne, Autunno-Inverno 2018/19 - Prêt-à-porter Donna - Parigi - Pixelformula

Che è proprio quello che Julien Dossena ha rispettato nella collezione ottimistica, elegante e tintinnante che ha presentato per la firma francese giovedì pomeriggio al Grand Palais.
 
Il suo punto di partenza è stato una meravigliosa foto di Paco Rabanne, il fondatore dell’azienda, con un martello e uno scalpello tra le mani che staccava pezzi d’acciaio da un enorme foglio di metallo per usarli in un sensuale abito da sera arlecchino che stava realizzando su un manichino da sarto di fianco a lui.
 
“Ho adorato il fatto che fosse un artigiano e un designer. Amava fare vestiti, reinventare la moda con le sue stesse mani. Sebbene, naturalmente, volessi ricreare Paco Rabanne con materiali di oggi”, ha dichiarato Dossena nel backstage.
 
Così, invece di metallo pesante, ha usato paillette metalliche; lustrini fatti con dollari d’argento; accecanti dischi di plastica dorati in abiti-sottoveste; incomparabili baby doll e canotte plastiche; e vestiti da supereroina. Tintinnando e scampanellando, il cast avanzava nel Grand Palais impettito piuttosto che camminare. Si poteva percepire che alle modelle piaceva ciò che indossavano. I vestiti lasciavano intravedere molto, ma fornivano loro sicurezza e forza. Il potere di sedurre senza mai cercare di essere cheap; un effetto amplificato dall'uso intelligente di un cast giovane e cool.
 
Prendete il look d’apertura, indossato da Lily Stewart di Los Angeles, figlia del grande attore caratterista D.W. Moffett e violoncellista classica nel tempo libero. Era splendida in un vestitino trasparente fatto di una cotta di maglia che si tramutava in rosette in acciaio in miniatura, indossato sopra una t-shirt sottoveste nera. O la teenager Nilaya Bal, che ha fatto la sua apparizione di debutto indossando un sofisticatissimo trench.
 
“Volevo una certa preziosità. Ma realizzata con i nostri tipici materiali mixati con un guardaroba molto classico”, ha spiegato Dossena.
 
Abiti da cocktail color cobalto con paillette indossati sotto a mini boleri di falsa pelliccia; solidi maglioni beige a motivi Argyle tenuti insieme con anelli metallici; abiti da sera fatti di dischi color platino portati sotto abiti-camicia bianchi molto maschili. Tutti spaccavano di brutto.
 
Ogni cosa faceva riferimento al fondatore, eppure, in qualche modo, niente di tutto ciò sembrava vecchio. Un omaggio, ma molto alla moda, da parte di un giovane designer che sa benissimo che cosa sta facendo.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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