OroArezzo chiude l’edizione numero 39 con un +5% delle presenze estere

Si è chiusa con segnali positivi la 39ma edizione di OroArezzo, il salone di oreficeria e gioielleria organizzato per la seconda volta con la supervisione di IEG-Italian Exhibition Group, la società fieristica nata dall’integrazione tra Rimini Fiera e Fiera di Vicenza, dopo l’accordo siglato a marzo 2017 con Arezzo Fiere e Congressi S.r.l. per la definizione di un’organizzazione unica dedicata alle manifestazioni del settore orafo-gioielliero in Italia.

All'entrata di OroArezzo 2018

Sono stati 15.000 i professionisti presenti al salone, con un incremento del 5% degli operatori esteri (che ora rappresentano il 48% del totale), tra cui 450 buyer internazionali provenienti da 60 Paesi, ospitati anche con il supporto del Ministero dello Sviluppo Economico e dell’ICE.
 
I visitatori hanno potuto conoscere le produzioni di alto livello di più di 600 brand, numero sostanzialmente stabile rispetto alle altre edizioni, la maggioranza italiani, rappresentativi di tutti i principali distretti orafi del Bel Paese. Il 75% degli espositori erano aziende orafe, il 13% aziende di macchinari e il 12% erano presenti nell’area “Cash & Carry”.
 
Le imprese presenti hanno evidenziato un aumento degli incontri di affari caratterizzati da esito positivo, confermando il clima favorevole e di ripresa dopo un periodo particolarmente difficile per il settore. Basti pensare che, secondo i dati comunicati dal World Gold Council, nel 2017 la domanda complessiva globale di oro è scesa del 7%, attestandosi a quota 4.071,7 tonnellate. Tuttavia l’anno si è chiuso con una notevole ripresa nell’ultimo trimestre, nel quale la richiesta d’oro è cresciuta del 6% su base annua fino a quota 1.095,8 tonnellate.
 
Tuttavia, gli ultimi dati disponibili (primi 9 mesi del 2017), comunicati dall’Osservatorio sul Settore Orafo-Gioielliero del Dipartimento di Business Strategy di Italian Exhibition Group, hanno mostrato che il fatturato della gioielleria italiana derivante dalle esportazioni ha sfiorato quota 5,2 miliardi di euro al 30 settembre 2017 (+13% come valore), soprattutto grazie alla ripartenza dei consumi in India, Russia e USA, con Alessandria ad esportare 1,5 miliardi di euro di gioielli, il distretto di Arezzo 1,4 miliardi e quello di Vicenza 1 miliardo di euro. L’export di gioielli e bijoux italiani alla fine dello scorso settembre ha registrato un +21% negli USA, +44% in Francia, +14% in Germania e +22% in Spagna. L’indice medio di fatturato totale del settore è aumentato del 6,2% nello stesso periodo, e quello della produzione del 13%. E le prime proiezioni del 1° trimestre 2018 hanno già confermato questa positiva tendenza di ripresa.
 
Infatti, in base ai rilievi, elaborati su base Istat, sempre effettuati dall’Osservatorio sul Settore Orafo-Gioielliero del Dipartimento di Business Strategy di IEG, pubblicati a gennaio 2018 e confermati ad aprile, le esportazioni italiane hanno poi registrato un aumento del 12% in valore nell’intero 2017 per il complesso della gioielleria e bigiotteria (del 12,7% per la sola componente in metalli preziosi che cresce anche del 6% in quantità).

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