Omia punta a raddoppiare il fatturato entro il 2022

Macchinari industriali per il confezionamento dei prodotti, collegati in rete tra loro e con la rete aziendale, in grado di restituire i dati rilevanti della produzione in termini di produttività, qualità del confezionamento ed efficacia del processo industriale. Così Omia, il marchio di cosemtici ecobio, che dieci anni fa ha fatto irruzione nel mondo della grande distribuzione, affronta la trasformazione digitale.

Omia

"Abbiamo approfittato degli incentivi fiscali previsti dal precedente governo a sostegno degli investimenti innovativi”, ha spiegato l'AD di Omia, Gianluca Angioletti. “Nel 2017 abbiamo investito più di 620 mila euro in una linea automatica e computerizzata che ci darà una maggiore adesione agli standard di produzione e permetterà di ridurre gli sprechi a vantaggio dell'impatto ambientale. Anche per il 2018 abbiamo approvato un piano di investimenti da 186 mila euro incentrato sull'automazione del magazzino di stoccaggio e picking dei prodotti per migliorare l' efficacia e l' efficienza delle attività di logistica interna con conseguente incremento dei livelli di qualità che diamo ai clienti".

Il marchio Omia laboratories è frutto dell'unione tra le competenze di Loretta Ricci, omeopata e cosmetologa, e Mariano Angioletti, sales manager con esperienza decennale in aziende multinazionali, i quali, dopo essersi sposati, decidono di dare vita alla Mga, azienda fondata nel 1997 a Cisterna di Latina, insieme ai due figli, Gianluca (chimico farmaceutico) e Marco (farmacista cosmetologo).

ll fatturato di Omia cresce del 20-30% all'anno e attualmente l'azienda ha 5 linee che producono 60 mila prodotti naturali al giorno, tra creme, bagnoshiuma, shampoo ed altro. Da qui al 2022, secondo quanto prevede il piano industriale, Omia punta a raddoppiare il fatturato, pari a 17 milioni di euro nel 2017, e le risorse umane, oltre ad aprire un nuovo stabilimento e ad espandersi sui mercati europei.

"Dal 2019 contiamo di iniziare ad esportare in modo proattivo, con una conseguente evoluzione organizzativa”, ha spiegato Angioletti. “I paesi obiettivo per iniziare sono Francia e Germania". Per quanto riguarda le risorse umane, "oltre a crescere in numero dovranno crescere anche in competenze", alla luce della quarta rivoluzione industriale che sta portando rapidi cambiamenti organizzativi e produttivi.

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