Nordstrom sfida la crisi del retail con piccoli negozi di prossimità

In un momento in cui le grandi catene americane Sears, Macy's, JC Penney e Saks attraversano difficoltà che le hanno portate a rivedere le proprie strategie, i grandi magazzini Nordstrom prendono una direzione inaspettata, lasciando i grandi spazi per testare piccoli negozi di prossimità.

Il primo Nordstrom Local aprirà in ottobre a Los Angeles - Nordstrom, Inc.

Con il nome “Nordstrom Local”, il primo di questi nuovi spazi vedrà la luce all’inizio di ottobre al numero 8401 di Melrose Place a Los Angeles, su una superficie di 275 metri quadrati, ben lontana dalle metrature tradizionali dei grandi magazzini. Il nuovo format proporrà bevande alcoliche e abbigliamento; buona parte del negozio sarà dedicata agli abiti su misura, con 8 camerini di prova e una sala destinata agli incontri con gli stilisti.

Per fronteggiare quella che la stampa americana ha definito “l’apocalisse del retail”, Nordstrom ha dunque deciso di giocare la carta dell’esperienza e del servizio. Il concept “Local” vuole essere un’interfaccia semplificata con il grande magazzino, consentendo anche di ricevere, provare ed eventualmente rimandare al mittente gli ordini passati sul portale del brand.

“Vogliamo offrire nuovi servizi in un luogo comodo per rispondere alle esigenze dei nostri clienti in termini di shopping”, ha spiegato Shea Jensen, senior vice president di Nordstrom, responsabile dell’esperienza cliente. “Trovare nuovi modi di entrare in contatto con la nostra clientela per noi è più importante che mai”.

La diminuzione delle superfici di vendita non è una strategia solo di Nordstrom: anche il department store Kohl’s ha recentemente inaugurato una prima serie di indirizzi di taglia ridotta, anch’essi pensati per diventare punti di ritiro e di servizio in zone lontane dai grandi magazzini del gruppo.

All’inizio di giugno, Nordstrom aveva annunciato di considerare la possibilità di ritirarsi dalla Borsa a causa delle difficoltà che la distribuzione classica si trova oggi ad affrontare. “A causa dei cambiamenti nelle dinamiche della vendita al dettaglio, il gruppo sta valutando se a lungo termine i propri interessi possano essere meglio soddisfatti come società non quotata”, aveva dichiarato la catena fondata nel 1901.

Versione italiana di Laura Galbiati

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