Nike: utili trimestrali -24%, a 950 milioni di dollari, ma meglio del previsto

A causa di un'aliquota più alta, margini lordi in calo e all'andamento negativo delle vendite nordamericane, Nike ha chiuso il primo trimestre dell'anno fiscale 2018 con utili in calo, anche se meno delle stime degli analisti. Il colosso americano dell'abbigliamento sportivo continua a soffrire un contesto retail difficile e la competizione di rivali come Adidas, ma il CEO è ottimista per il resto dell'esercizio.

Nike

Nei tre mesi terminati il 31 agosto scorso, Nike ha messo a segno utili netti per 950 milioni di dollari, in calo del 24% rispetto agli 1,249 miliardi dello stesso periodo del 2016. Al netto di voci straordinarie, i profitti per azione sono scesi a 57 (da 73) centesimi di dollaro, comunque sopra le attese degli analisti per 48 centesimi.

In quello che per il gruppo è stato il primo trimestre fiscale, i ricavi si sono attestati a quota 9,07 miliardi di dollari, pressoché invariati rispetto ai 9,06 miliardi dell'anno precedente; le stime del mercato erano per vendite a 9,08 miliardi. I ricavi legati al solo marchio Nike sono saliti del 2% annuo, a 8,6 miliardi di dollari, grazie alle regioni della Greater China, Europa, Medio Oriente e Africa e Asia-Pafico/America Latina; le vendite del marchio Converse sono invece calate del 16%, a 483 milioni di dollari, colpa soprattutto dei declini in Nord America; in questo mercato, quello chiave per il gruppo, i ricavi complessivi sono scesi del 3%, a 3,924 miliardi.

"Guardando al resto dell'anno fiscale 2018 - ha promesso in una nota il CEO Mark Parker - attiveremo il prossimo orizzonte di crescita globale attraverso la forza del nostro marchio, il potere dei nostri prodotti innovativi e le esperienze più personali e digitali nel nostro settore".

Resta da vedere come l'azienda di Portland (Oregon) riuscirà a fare fronte alla concorrenza, soprattutto quella di Adidas. Per affilare le armi, il 15 giugno scorso Nike aveva annunciato una riorganizzazione centrata sull'innovazione e sulla semplificazione; la mossa porterà alla riduzione del 2% della sua forza lavoro globale ossia a 1.400 esuberi. Sempre per contrastare l'avanzata della concorrenza, Nike aveva deciso di vendere direttamente i suoi prodotti sul sito Amazon, dove fino a quel momento erano offerti attraverso rivenditori terzi.

In attesa della trimestrale, arrivata a mercati americani ormai chiusi, il titolo Nike era salito dello 0,88%, a 53,7 dollari. Nel dopo mercato ha perso il 3% circa, dopo un iniziale rialzo di quasi l'1%.

Fonte: APCOM

SportBusiness