New York Fashion Week: un’elegia della moda e della donna

Le due parole chiave che hanno continuato a tenere banco durante tutta l’ultima stagione di sfilate di New York sono state Me Too. La fondatrice di questo movimento contro gli abusi e le aggressioni sessuali, Tarana Burke, era perfino seduta in prima fila ad uno show, quello di Prabal Gurung.

Jason Wu - Autunno-Inverno 2018 - Prêt-à-porter donna - New York - © PixelFormula

Comunque ci sono stati vari stilisti che pur non riferendosi apertamente al movimento Me Too sono riusciti a cogliere al meglio uno dei risultati di questa nuova e accresciuta consapevolezza. La loro risposta? Un sentimento elegiaco di gentilezza espresso attraverso una proposta moda elegante e protettiva.
 
Nessuna sfilata ha espresso meglio questo concetto quanto quella grandiosa di The Row, che ha presentato un omaggio alla leggendaria epoca della scultura nippo-americana. Le modelle hanno sfilato in mezzo a 13 opere di Isamu Noguchi, noto anche per le forti amicizie che ha stretto con alcune delle donne più anticonformiste della prima metà del XX secolo: Martha Graham, Berenice Abbott e Frida Kahlo, per citarne solo alcune.
 
Ne è risultata una serie di abiti scultorei; eleganti cappotti che proteggevano le modelle tanto quanto le vestivano. Le loro forme tortuose, in cui fasce di tessuto erano avvolte, ondulate e curvate attorno al busto, riecheggiavano le forme delle statue in lamiera d'acciaio galvanizzato e bronzo che si trovano nella sede di The Row, in pieno West Village. Una collezione regale e raffinata, che si poteva interpretare anche come un modo per dire che nessuno dovrebbe nemmeno sognarsi di molestare le donne o di suggerire che non siano uguali agli uomini. Che è proprio l’obiettivo di “Time’s Up”, il movimento fondato a Hollywood il 1° gennaio 2018 che ha già raccolto 20 milioni di dollari in un fondo per la difesa legale delle donne che sono state aggredite o molestate nei luoghi di lavoro.

Victoria Beckham - Autunno-Inverno 2018 - Womenswear - New York - © PixelFormula

Una loro collega stilista, Victoria Beckham, si è mantenuta elegante, ma allo stesso tempo sportiva, nella sua collezione. E funzionale – visto quante modelle indossavano leggings e scarpe da uomo – proprio come da The Row.
 
Victoria Beckham ha proposto una selezione di trench a doppio strato tagliati a gabardine di lana cotta; abiti confezionati come cappotti militari e un cappotto da uomo con spalle cadenti come uscito da un’opera dell’artista Joseph Beuys. Uno stile aristocratico, ma dall’elevato senso pratico.
 
Perfette affermazioni di una visione sofisticata della moda, per una raffinatezza urbana contemporanea che sottolinea anche l’esigenza che vi sia parità di genere in ogni tipo di carriera.
 
Questo senso di sofisticazione era presente anche da Jason Wu. I suoi pigiami languidi e scintillanti, le cui giacche si allungavano fin sotto il ginocchio, i suoi cappotti spiegazzati e plissettati nello stile di Mariano Fortuny e gli abiti da cena di gala tempestati di cristalli Swarovski che riproducevano fiori di campo suggerivano tutti classe, finezza e la sensazione che la sua signora si aspetti solo un comportamento estremamente educato.

Marc Jacobs - Autunno-Inverno 2018 - Prêt-à-porter donna - New York - © PixelFormula

Questo modo di essere sofisticato, adatto a una signora del gran mondo, si è esteso a Brooklyn, dove Adam Lippes ha presentato le sue ultime idee in occasione di una colazione a base di Tè ai fiori di ibisco e focaccine organizzata dentro al suo magnifico appartamento neoclassico con vista sul porto di New York. Ispirata alla Scozia (anche se Lippes non ha mai visitato nulla di più a Nord del Vallo di Adriano), la sua collezione ha miscelato cachemire e tweed meravigliosamente morbidi, aprendo anche una nuova strada, perché ha combinato il tweed con il pizzo, portando così i mulini scozzesi in un nuovo territorio.
 
Presentata fra gli oggetti di antiquariato e i modelli architettonici dell'antica Roma posseduti dal designer, la linea ha rappresentato l'epitome della sobrietà della moda moderna.
 
Non che la donna di questa stagione sia stata niente di meno che auto-assertiva, affermandosi con forza, come si è visto chiaramente nel tradizionale finale di New York, il défilé di Marc Jacobs, dove un senso di grandezza era evidente nei capi sovradimensionati, un omaggio all’Yves Saint Laurent di metà carriera, epoca Palazzo, fra mantelle vorticose, grandi fiocchi a forma di cactus ed enormi maniche a sbuffo. Un momento anni ’80, quando le donne cominciarono ad apparire come protagoniste delle serie televisive e nacquero le spalline enormi – che infatti dominavano questa collezione.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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