Navigare: il riposizionamento dà i primi risultati, focus sull’Europa dell’Est

Guidato dall’AD Leonardo Glionna, il brand italiano di abbigliamento sportswear maschile creato dalla Manifattura Riese di Rio Saliceto (RE) dà oggi nuova linfa alla propria distribuzione in Italia e all’estero. Navigare è stato acquistato nel 2015 per l’80% dalla società Consilium SGR, per conto del fondo italiano Consilium Private Equity Fund III, mentre la famiglia fondatrice ha mantenuto il 20% delle quote.

Lo stile di Navigare

“Il fondo Consilium ha subito proceduto ad un riposizionamento sul mercato italiano di Navigare, marchio storico che scontava però il peso degli anni e del progressivo invecchiamento della clientela”, afferma Leonardo Glionna, “tanto che già dal 2006 l’azienda aveva sperimentato una lenta ma continua decrescita del fatturato. Anche il canale distributivo scelto, che aveva determinato il successo commerciale di Navigare negli anni ’90 (l’ingrosso che poi vendeva ai mercatini rionali), si è rimpicciolito di anno in anno”.
 
Senza rinnegare il passato, la nuova proprietà punta a reinterpretare i concetti di funzionalità, tecnicità e comodità, tipici del passato di Navigare, in modo aggiornato ai gusti e alle esigenze odierni, per un uomo “normale” che vuole sentirsi a suo agio nell’arco di tutta la giornata con lo stesso capo d’abbigliamento, dal lavoro all’aperitivo al dopocena.
 
Il total look maschile di Navigare è parzialmente realizzato in house e parzialmente da terzisti, mentre gli accessori (intimo, costumi da bagno, teleria casa) sono assegnati in licenza, tutti ad aziende italiane. Solo per il mercato cinese esistono due licenziatari di Navigare per l’abbigliamento e per l’intimo.
 
Il fatturato di Navigare è stato di circa 30 milioni di euro nel 2017, cresciuto di circa il 4% in un anno, ma visto il periodo di decrescita del comparto, Glionna esprime soddisfazione per avere sovraperformato il mercato. “Questo è il giro d’affari generato con il sell-in, mentre in termini di sell-out complessivamente il marchio Navigare muove circa 150 milioni di euro”, tiene a sottolineare l’AD. L’obiettivo di crescita 2018 è del 5-8%. Primo sbocco è l’Italia con il 75% del giro d’affari. Seguono i mercati “dell’ex Jugoslavia” (Croazia, Serbia, Montenegro, Slovenia, ecc.) con il 10% del fatturato, e la Russia con il 7%, ma con le più interessanti prospettive di crescita, mentre il restante 8% è sventagliato a macchia di leopardo in una serie di nazioni europee. L’estero non comprende la Cina, che appunto non è controllata direttamente. Sulle vendite realizzate nella rete di circa 100 monomarca Navigare locali l’azienda percepisce solo delle royalties.

Leonardo Glionna, AD di Navigare

Oltre al processo di riposizionamento in Italia, che si concluderà nei prossimi due anni con prospettive di stabilità, Navigare punterà ora più intensamente sullo sviluppo estero, guardando essenzialmente verso Est. “Pur non essendo un marchio fashion, in questi mercati riusciamo a far valere il fatto di essere italiani”, dice l’AD. “Guarderemo infatti dal 2019 ad un’espansione in Polonia e Ucraina, nazioni in cui credo molto, e stiamo valutando un progetto in Turchia”.
 
Navigare (che vanta un passato di sponsorizzazione di una nota squadra di ciclismo, ed è ancora sponsor principale del Giro d’Italia under 23) è distribuito in circa 500 vetrine in Italia, e nello Stivale vanta 20 monomarca, quasi equamente suddivisi tra diretti e in franchising. Altri 12 si trovano all’estero e sono tutti gestiti da partner locali. L’anno scorso ha aperto due monomarca in Russia, non gestiti direttamente, nazione in cui ne aprirà altri due, uno a fine 2018 e l’altro a inizio 2019.

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