Monnalisa, buono il debutto in Borsa. Crede a UE e punta sull'estero

Monnalisa debutta in Borsa sul mercato AIM segnando un prezzo iniziale di 14,2 euro sopra i 13,75 euro del collocamento del 25,7% del capitale post aumento.

Christian Simoni, Amministratore Delegato di Monnalisa

Nella compagine azionaria dell'azienda di abbigliamento di lusso per bambini, che fa capo alla famiglia del fondatore e presidente, Piero Jacomoni, sono entrati "le più importanti SGR italiane e investitori esteri. Hanno creduto in un progetto con una prospettiva di medio termine", ha commentato l'amministratore delegato Christian Simoni, dicendosi "molto soddisfatto per il percorso fatto, che fa da punto di svolta tra presente e futuro'' del gruppo.

Dopo aver investito negli ultimi due anni più di 17 milioni suddivisi tra il nuovo centro logistico accanto alla sede del'azienda ad Arezzo e nuovi negozi nel mondo, Monnalisa si prepara a usare le risorse raccolte con la quotazione per "accelerare lo sviluppo del retail e dei processi di vendita online" con un occhio soprattutto all'estero, a partire dalla Cina e dai paesi asiatici, senza trascurare l'Italia e l'Europa.

Per una società che realizza il 67% del ricavi all'estero "l'Italia rimane il primo Paese anche se in prospettiva avrà minor peso. E siamo molto europeisti perché per noi il mercato domestico è quello europeo. Ma lavorando anche fuori dall'Europa siamo più sereni: essere in 60 Paesi ci permette di diversificare", ha osservato Simoni a proposito dell'attuale situazione politica ed economica italiana.

Quanto alla produzione "al 75% è Made in Italy. Lasciamo all'estero quel che non è possibile fare in Italia a prezzi competitivi", conclude l'amministratore delegato dell'azienda di moda per bambini, citando i fornitori storici di piumino in Cina e il cotone biologico egiziano lavorato in Turchia.

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