Miyake “oracolare” con le installazioni del giapponese Sato

Quanto conosci te stesso? È la domanda cui sono invitati a rispondere i visitatori di “My first me: Know yourself like never before”, l'installazione creata da Masahiko Sato, docente alla Tokyo University of the Arts, per il negozio di Issey Miyake in occasione del Salone del Mobile a Milano.

Pool of fingerprints - isseymiyake.com

Esperto di neuroscienze, arti multimediali, animazione e progettazione grafica, Sato attraverso tre installazioni interattive riflette sulla percezione di sé. "C'è ancora una possibilità per noi di sperimentare 'My first me'”, ha detto l'artista, perché "spesso non conosciamo i dettagli del nostro corpo e non solo quello; ci sono cose che pensavamo di sapere, ma in realtà non è così". Il tutto inquadrato in un momento storico in cui "lo sviluppo di tecnologie di verifica”, come l'autenticazione di volti o impronte e l'intelligenza artificiale, “consente alla nostra società di iniziare ad acquisire molti dei nostri attributi, e a raccoglierli".

I visitatori sono quindi invitati a sperimentare ciò che credono di sapere di sé, a partire dalle impronte: “Tu e le tue impronte siete inseparabili ma non hai modo di vedere come appaiono. Più di questo, sei indifferente alla conoscenza delle tue impronte. Le impronte sono uniche e alquanto diverse le une dalle altre. Tuttavia se quelle di qualcuno accanto a te e le tue compaiono insieme potresti non riconoscere di chi siano".

Ride a swing with a finger - isseymiyake.com

Con “Pool of fingerprints” - una piscina di schermi in cui galleggiano le impronte - "ti renderai conto che le tue impronte 'sono perse' in mezzo a molte altre nella società. Allo stesso tempo, attraverso questa installazione, potresti essere in grado di ottenere una rappresentazione di te stesso, un sentimento di attaccamento o affezione alle tue impronte che compare per la prima volta dalla nascita".

Con “I am looking at me being watched by someone else”, invece, grazie a uno speciale binocolo, "sperimenterai”, ha spiegato Sato, “l'osservare te stesso attraverso lo sguardo di un altro. Ti vedrai per la prima volta con gli occhi e la mente di un totale sconosciuto", come accade quando ci si vede freddamente riflessi in una vetrina o ripresi da una telecamera di sorveglianza. E poi, l'esperienza più ludica: “Ride a swing with a finger”, con cui sperimentare la sensazione di andare in altalena con un dito.

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